Niente medicine del produttore israeliano: quattro farmacie scelgono il boicottaggio «per la pace»
Succede nel Bellunese, nei quattro punti vendita delle Farmacie del Piave rivista la vendita dei medicinali a marchio Teva. «Rispetteremo i pazienti senza creare loro disagi». I titolari Zampol d’Ortia e Arrigoni: «Non potevamo restare indifferenti»

«Abbiamo fatto una scelta di pace. Ma per i clienti non cambierà nulla». Così le quattro Farmacie del Piave (Zampol d’Ortia di Lentiai, Al Castello di Villa di Villa, Arrigoni Domingo di Sedico e farmacia di Sospirolo) spiegano la decisione di boicottare la casa farmaceutica israeliana Teva come forma di protesta contro le azioni di violenza nei territori palestinesi.
Una scelta maturata ancora tempo fa e che si è quindi tradotta in realtà. Partita in sordina, da qualche giorno le Farmacie del Piave hanno deciso di uscire allo scoperto e dichiarare apertamente la loro scelta. «Dopo i crudeli atti terroristici del 7 ottobre 2023, è partita una rappresaglia da parte dello Stato di Israele che ha ucciso o ferito più di 200mila persone nella Striscia di Gaza. Non possiamo stare a guardare come professionisti sanitari. Per quello, abbiamo cercato di fare quello che è nelle nostre possibilità, partendo dal togliere il supporto ad un’azienda farmaceutica, Teva, che ha contribuito a supportare l’azione delle forze armate israeliane», dicono i farmacisti.
Teva, d’altra parte, è il marchio di molti farmaci generici attualmente in commercio. Quindi rinunciare a rivolgersi a questa ditta ha significato per le Farmacie del Piave rivedere anche le proprie spese, per certi versi aumentandole.
«Abbiamo un’etica morale per cui abbiamo fatto questa scelta che è stata condivisa subito da tutti i farmacisti delle quattro farmacie del Piave, ma abbiamo anche un’etica professionale per cui mai e poi mai questa decisione andrà a collidere con la salute dei nostri clienti».
Ma cosa significa boicottare? «Quando un cliente chiederà un farmaco con il nome del principio attivo, consiglieremo un prodotto di un’altra azienda; se il medico prescriverà un nuovo farmaco, proporremo un’azienda diversa da Teva. Ma se il cliente chiederà un farmaco prodotto da Teva glielo daremo. Se il cliente segue una terapia con farmaci Teva, continueremo a dispensare i soliti farmaci. Non andremo a creare disagio magari ai malati cronici e agli anziani laddove cambiare una casa farmaceutica e quindi anche il colore della confezione e delle pastiglie potrebbe creare confusione. Non interverremo su terapie già in corso: per noi l’aderenza alla terapia è fondamentale», spiega anche Domingo Arrigoni, titolare della omonima farmacia di Sedico.
La decisione adottata dalle Farmacie del Piave non è stata semplice. «Prima di comunicarlo abbiamo avuto bisogno di organizzare bene tutte e quattro le farmacie a questo cambio lavorativo. Il nostro boicottaggio terminerà quando ci saranno notizie di un reale cambiamento in corso in Israele e in Palestina».
«Certo con questa decisione non cambiamo la situazione nei territori occupati palestinesi», conclude Arrigoni, «ma è un modo per evidenziare il disagio che proviamo di fronte a certe azioni. La scelta comporta anche l’aver tolto tutti i cartelli pubblicitari per questa società farmaceutica sia nei nostri locali che sui siti. Continueremo ad informare i nostri clienti su quanto stiamo facendo, ma non creeremo disagi o fastidi. Noi proponiamo ma poi la scelta resta sempre del cliente».
La casa farmaceutica israeliana Teva è la più grande azienda mondiale nel settore dei farmaci generici. Producono e forniscono farmaci innovativi e di alta qualità, sia farmaci specialistici che farmaci equivalenti, in quasi tutte le aree terapeutiche. Teva Italia è una filiale commerciale e produttiva che opera dal 1996 e offre farmaci per il sistema nervoso centrale, cardiovascolare, respiratorio, oncologia, e altro.
«Secondo un sito di informazione investigativa inglese», precisano i farmacisti bellunesi, «l’ex Ceo di Teva, ra un generale maggiore dell’esercito israeliano, evidenziando una profonda connessione tra la leadership aziendale e l’establishment della difesa. Teva avrebbe partecipato in passato al programma “Adotta un battaglione” dell’Idf, fornendo supporto finanziario e psicologico ai soldati. Teva ha allestito punti di raccolta per permettere ai dipendenti di donare attrezzatura e forniture ai soldati Idf. E già nel 2009, l’azienda era stata riconosciuta dall’Idf per avere una relazione “esemplare” con i propri dipendenti che prestavano servizio al fronte». —
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