Recuperato senza vita base jumper disperso da novembre nell’Agordino

È stato ritrovato il corpo di Lassi-Pekka Ruuskanen, 35enne finlandese disperso dal 15 novembre dopo un lancio con la tuta alare da Cima Busazza, in Agordino

Francesco Saltini
Lassi-Pekka Ruuskanen
Lassi-Pekka Ruuskanen

Un volo nel nulla. Di Lassi-Pekka Ruuskanen non si avevano più notizie da sabato 15 novembre, giorno in cui si era buttato con la sua tuta alare da Cima Busazza. Scomparso. Fino a ieri, quando il copro senza vita del 35enne finlandese è stato rinvenuto. Laddove si erano da subito concentrate le ricerche.

A dare l’allarme, la sera di domenica 16 novembre, era stato un amico del giovane: non lo sentiva da venerdì, giorno in cui Lasse-Pekka gli aveva spiegato che sarebbe andato a praticare il volo alare in Agordino. Intorno alle 22 si erano messe in moto le squadre del Soccorso alpino e dei vigili del fuoco, che avevano iniziato a battere la zona, rinvenendo il furgone dell’uomo parcheggiato a Capanna Trieste. Nella notte tra domenica e lunedì i soccorritori si erano mossi sulla sentieristica principale dell’area di Taibon, verificando i bivacchi e i ricoveri per escludere che si fosse fermato al loro interno.

Il recupero del corpo
Il recupero del corpo

Niente da fare. Per più di un mese gli uomini del Soccorso alpino e dei vigili del fuoco, ostacolati dal maltempo, lo avevano cercato, utilizzando anche droni. Le speranze di trovarlo ancora in vita erano di fatto nulle, ma le ricerche non si erano fermate. A dare una mano anche l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano, attrezzato con Campana Recco, un dispositivo rilevatore di segnali riflessi, per cercare di circoscrivere ancora di più l’area. Dopo la probabile geolocalizzazione del cellulare dell’uomo a 2.600 metri di quota sulla Cima Busazza, il sistema Recco aveva dato un’ulteriore conferma. La zona era compresa in un profondo canale verticale, colmo di neve, asperità e fratture nella roccia. Malgrado i reiterati passaggi nessuna traccia del 35enne finlandese.

L’ultima ricognizione invernale era datata 23 dicembre. Approfittando della mancanza di neve, il 23 dicembre tre soccorritori a bordo dell’elicottero dell’Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, avevano a lungo sorvolato la parete meridionale senza esito. Del povero base jumper finlandese nessuna traccia.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova