Grenfellove: «Mettiamo una fontana per Marco e Gloria dove c’era il grattacielo»
Appuntamento in teatro a San Stino con la Fondazione nata per ricordare i due ragazzi morti nel rogo di Londra. cinquanta borse di studio in otto anni. Presentato il libro Nem «Sopravvissuti»

La torre Grenfell di Londra, dove hanno trovato la morte i due architetti veneti Marco Gottardi e Gloria Trevisan, originari di San Stino e Camposampiero e formatisi allo Iuav di Venezia, è in fase de demolizione. Sarà completamente abbattuta tra poche settimane. La novità è emersa sabato sera al teatro Pascutto, nel corso dell’emozionante serata di spettacolo Grenfellove, giunta all’ottava edizione, nella quale si ricordano le due vittime italiane della torre di Londra, andata a fuoco la notte del 14 giugno 2017. Una serata promossa per raccogliere fondi per l’omonima associazione.

A mostrare quanto sta accadendo a Londra, di fronte a più di 300 spettatori, è stato il padre di Marco e presidente dell’associazione Grenfellove, Giannino Gottardi. Sul palco la vicepresidente e madre di Marco, Daniela Burigatto. In platea Loris ed Emanuela Trevisan, i genitori di Gloria.

«La torre verrà completamente abbattuta. Nascerà un parco tematico, qualcosa che ricorderà la tragedia. Io sono convinto che dagli episodi più brutti possa sempre nascere qualcosa di bello. E così sarà: spero sia qualcosa che possa lasciare tracce di bellezza».
Al concorso di idee indetto per il parco, anche la Grenfellove è in corsa, con la possibilità che qualche sua proposta venga accolta. Una delle idee riguarda la collocazione di una fontana, perché l’acqua ricorda e restituisce la vita, di contraltare al fuoco che caratterizzò la tragedia, in cui rimasero vittime 72 persone.
L’inchiesta di Londra
Nel corso della serata Gottardi ha poi illustrato uno degli aspetti più interessanti, ovvero i numeri dell’inchiesta. «Il numero di società e persone implicate è molto alto e sono tutti alla sbarra per gravi reati. Sotto inchiesta abbiamo 20 società e 54 persone, accusate a vario titolo di omicidio colposo, frode per false dichiarazioni, corruzione, condotta scorretta in ufficio pubblico, e vari reati in materia di igiene, salute e sicurezza nel campo della ristrutturazione. I numeri non si discosteranno più di tanto all’avvio del dibattimento. Il rinvio a giudizio è del 30 settembre scorso ma sono convinto», ha aggiunto papà Gottardi, «che in pochi usciranno dall’inchiesta. Ci vorrà ancora tempo per il processo, si comincerà credo nel 2028. Moralmente mettiamo sotto accusa le istituzioni inglesi».

Il “J’accuse” sui governi britannici è stato uno dei passaggi più emozionanti della serata. Un errore fu la mancata evacuazione della torre quando il fumo ancora non aveva raggiunto livelli letali. I vigili del fuoco risultano tra i soggetti indagati. A giudizio, alcune multinazionali e studi assai conosciuti e la proprietà del grattacielo che era pubblica: faceva capo alla municipalità di Kensington e Chelsea.

Ma sabato sera il pubblico ha anche assistito ammirato al concerto dell’Orchestra della Speranza di Walter Buso diretta da Marco Renon con le voci di Martina Pozzobon, Davide Porro e Daniele Trentin. Sul palco le sinfonie dei Queen, Battiato, Pink Floyd , Pino Daniele e molti altri. E poi i maestri di tango Laura Cuzzolin e Stefano Torricella. E poi «The Sax O Five» con Walter Bonadè, Stefano Citton, Nicola Giust, Michele Ghilardi e Fabio Pedron.
«Sopravvissuti», il libro di Nem

Nel corso della serata è stato presentato anche il capitolo dedicato a Marco e Gloria nel libro “Sopravvissuti. Cronache di seconde occasioni” curato da Paolo Cagnan, vicedirettore dei quotidiani Nem, pubblicato dallo stesso gruppo editoriale. Cagnan è salito sul palco con Silvia Bergamin che ha curato il capitolo dedicato alle famiglie Gottardi e Trevisan.
«Abbiamo affrontato il tema del dolore dopo la morte di un figlio, la sopravvivenza a un dolore così atroce, il peggiore», ha spiegato. La storia della Fondazione insegna che dal dolore può nascere qualcosa di positivo.

Il sindaco di San Stino Gianluca De Stefani ha ringraziato la Fondazione. «Fate molto per il nostro territorio, fornite borse di studio a futuri professionisti che lavoreranno rispettando le regole, affinché una tragedia come quella di Londra non abbia a ripetersi. Quei professionisti crescono con i valori di Marco e Gloria».
In 8 anni di Grenfellove sono state assegnate 50 borse di studio per un totale di 102.000 euro e sono stati dotati 15 istituti di aule speciali e supporti scolastici per altri 90.000 euro.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








