Forcolin su Facebook: «Vendola? È un c...»

Il deputato leghista di Musile: «Gergo veneto». Luxuria: «Le tendenze sessuali non c’entrano»
11/02/2013 Roma, le donne del comitato di " Se non ora quando" incontrano esponenti dei partiti, nella foto Nichi Vendola
11/02/2013 Roma, le donne del comitato di " Se non ora quando" incontrano esponenti dei partiti, nella foto Nichi Vendola

MUSILE. Altro che gay, in veneto si dice proprio “culattone”. Parola del sindaco e onorevole leghista di Musile, Gianluca Forcolin, che lo scrive su Facebook, riferendosi al leader del Sel, Nichi Vendola. Lo ha fatto mentre stava discutendo, con un esponente del Pd locale, di politica e elezioni. Ma da Roma, Luxuria risponde: «Pensate allora ai culattoni che potreste avere in casa vostra». Forcolin ama i mezzi di comunicazione e non esita a discutere sui socialnetwrok, intrattenendo conversazioni sempre molto vivaci. Ma questa volta è andato oltre. Risponde a un esponente del Partito Democratico di Musile: «Il pifferaio (riferito a Berlusconi) vi sta mettendo un po’ di paura ultimamente, ahahah, meglio i comunisti, e non potete dire che non lo siano quelli di questa tornata elettorale. Avete fatto fuori tutti i democristiani di sinistra, per stare con il culattone di Vendola. Mamma mia, attenti non solo davanti, ma anche alle spalle».

Il Sel di San Donà è venuto a sapere della conversazione, comunque privata, ma girata con le mail come spesso avviene in rete. Già altri politici ne hanno fatto le spese in passato, dopo essersi lasciati un po’ andare davanti al video. «Sono affermazioni che qualificano chi le scrive, piuttosto che il destinatario», dice Luigi Finotto, del Sel di San Donà, «mi meraviglio che chi ci rappresenta a Roma si esprima ancora in questo modo».

Interviene anche l’ex onorevole di Rc, Vladimir Luxuria. «Io credo che chi viene votato dagli elettori, non viene giudicato per le sue tendenze sessuali, le sue abitudini o altro, quanto per la sua onestà, impegno, fiducia. Resta il fatto che quelli che gridavano a “Roma ladrona”, e poi si sono trovati i ladri in casa, adesso danno dei culattoni, ma potrebbero ancora scoprire di averne molti in casa».

Forcolin abbozza una giustificazione. «Ho usato il gergo veneto», dice, «il sinonimo più adeguato e vero. Per noi veneti, un gay è detto comunemente così e a me suona anche simpatico. Ho amici gay e ci scherzo sempre sopra. Solo Sel è così attenta e sensibile a tutte queste cose».

Giovanni Cagnassi

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