Greenpeace: «Miteni controllata da avvoltoi». L’azienda: «Falsità»
VENEZIA. «Se sarà accertato il disastro ambientale in Veneto, chi paga?». All’interrogativo cerca di rispondere Greenpeace, con un rapporto presentato a Venezia e realizzato dall’istituto di ricerca...
VENEZIA. «Se sarà accertato il disastro ambientale in Veneto, chi paga?». All’interrogativo cerca di rispondere Greenpeace, con un rapporto presentato a Venezia e realizzato dall’istituto di ricerca indipendente Somo e di Merian Research. Uno studio che parte dalla contaminazione da Pfas imputata alla Miteni di Trissino e si concentra sull’assetto proprietario dell’azienda chimica per capire se disponga dei mezzi necessari a coprire un risarcimento «che potrebbe arrivare a 1 miliardo di euro nei prossimi anni». Tant’è. Dall’analisi dei bilanci, emerge un disavanzo che dura ininterrottamente dal 2007 al 2016. Nel 2009 altro dato significativo: Miteni è comprata da Icig Group, che la rileva da Mitsubishi per 1 euro. Il gruppo Icig (91 società), a sua volta, è interamente controllato da Ici Se, una holding che, stando ai dati 2016, ha in cassa 238 milioni di euro. Ma chi è Ici Se? «Un investitore opportunista», secondo Mauro Meggiolaro, di Merian «un avvoltoio che acquista rami secchi per risanarli e rivenderli». Sul punto, la replica di Miteni è perentoria: «È falso che la proprietà di Miteni acquisti e rivenda aziende per farne profitto. Né ha alcun fondamento la disponibilità di cassa di 239 milioni da parte di Icig. Bisogna guardare anche il debito: 181 milioni, più 64 di disavanzo». Secondo Greenpeace, poi, è improbabile che la nuova proprietà ignorasse i rischi ambientali, visti gli studi commissionati da Mitsubishi prima della cessione e la presenza di McGlynn: ad prima del 2009 e direttore poi. Ribatte Mitemi: «Le indagini sui terreni di Mitsubishi non erano a disposizione di Miteni che sta facendo azione legale contro la precedente proprietà».
Eugenio Pendolini
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