I medici: «Enrico in coma irreversibile»
Si affievoliscono di ora in ora le speranze di salvare l’allenatore del Real Padova

E’ stato dichiarato in coma irreversibile Enrico Menon, 17 anni tra quattro mesi, uno dei sei ragazzi che era a bordo della Zafira quando il conducente, Stefano Varotto, 53 anni, ha invaso la corsia opposta centrando un’auto che arrivava in quel momento. Erano le 18.40 di martedì, su una strada in mezzo ai boschi vicino a Salusburgo. Varotto è morto sul colpo, Enrico subito giudicato gravissimo, si sta spegnendo. I medici non danno più speranze. Ieri è insorto un blocco renale, il battito cardiaco si va affievolendo. Aggrappata a quel battito, c’è la sua famiglia.
Fin da subito Enrico Menon era apparso gravissimo: trasportato in una clinica universitaria specializzata in traumi neurologici appena fuori Salisburgo, è entrato in un coma dal quale non c’è uscita. I medici già l’altro ieri l’avevano annunciato ai genitori. E nelle ore seguenti le sue condizioni sono andate peggiorando. Fino a che quel cuore batterà, anche in un soffio, i suoi genitori rimarranno avvinghiati a un filo di speranza. Ma il quadro clinico è disperato.
Tutta la famiglia di Enrico è a Salisburgo, accanto a lui, nella disperazione. Allenatore dei piccoli, animatore al Grest, era un ragazzo speciale che tutti conoscevano, a cui non si poteva non voler bene. Non è stata ancora comunicata la scelta dei genitori riguardo all’eventualità di dover decidere una donazione di organi.
Non è in pericolo di vita ma resta in prognosi riservata G.T., 17 anni, l’altro ragazzo della comitiva rimasto gravemente ferito nell’incidente. Lo schianto è avvenuto alle 18.40 e un’ora dopo lui era già in sala operatoria, sotto i ferri del neurochirurgo. Gli hanno asportato un ematoma alla testa ed è ancora in coma farmacologico. I soccorsi immediati, una diagnosi rapida e l’intervento in velocità sono stati determinanti. Ma per i genitori del ragazzo l’angoscia non è finita: sarà con il tempo che si potrà appurare se il trauma e l’ematoma hanno provocato danni cerebrali. Se la caverà la donna austriaca di 46 anni che era in auto con il figlio di 13 anni a fianco e si è trovata la Zafira di Varotto addosso. Ha un grosso ematoma al fegato, è ricoverata ma non corre pericolo di vita. Nessuna preoccupazione invece per gli altri quattro ragazzi padovani feriti leggermente. La polizia di Salisburgo ha aperto un’inchiesta per chiarire la dinamica dell’incidente (e per questo sta cercando testimoni) e valutare se a causare la tragedia sia stato un guasto all’auto, un malore di Varotto o una sua distrazione.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova
Leggi anche
Video








