«Il turismo esperienziale valorizzerà il made in Veneto»
PADOVA
Dall’agroalimentare ai servizi turistici, dalla cura della persona alle attività ricreative, culturali e dell’intrattenimento, dalla somministrazione di alimenti e bevande, per arrivare ai trasporti, gestione di strutture ricettive e sportive, ma anche produzione e vendita di monili, artigianato artistico, abbigliamento e calzature. Il turismo fa rima con artigianato. In Veneto esiste un forte legame tra queste settori dell’economia, ma si potrebbe fare di più e meglio. Un’impresa su 7 è infatti coinvolta nel mercato regionale dello svago e relax.
A rilevarlo l’elaborazione dell’Osservatorio di Confartigianato Imprese Veneto (fonte UnionCamere-InfoCamere 2018), sull’artigianato interessato dalle attività turistiche. A livello nazionale, per peso di imprese artigiane coinvolte nel turismo, il Veneto occupa la sedicesima posizione (prima la Sicilia con il 22,2% seguita dalla Campania con il 21,2% e dalla Toscana con il 19,7%). Tra le province solo Rovigo e Venezia sono sopra la media nazionale con rispettivamente 1.162 attività artigiane (18,2%) e 3.313 (17,6%).
Sono ben 17.482 le piccole e medie realtà venete (al 1 trimestre 2018) che si occupano di attività artigiane legate alle vacanze e allo svago. Grazie al trend positivo del turismo registrato anche quest’anno, per le realtà produttive cresce la domanda di beni e servizi generata dai oltre 19 milioni di arrivi e 69 milioni di presenze. Purtroppo questo sembra non bastare per alimentare la nascita di nuove imprese. La percentuale delle aziende artigiane che lavora con le vacanze è infatti calata quest’anno (-1,3%). La percentuale sul totale artigianato rilevata nella nostra regione è inferiore di 2,1 punti percentuali rispetto alla media nazionale pari al 15,9%. Per Confartigianato Veneto turismo e artigianato non sono ancora usciti dalla crisi. Due le problematiche: la riduzione dei consumi interni e la concorrenza spietata delle altre nazioni che, negli ultimi anni hanno investito molto su tutto ciò che poteva attrarre nuovi visitatori.
«Non possiamo cullarci sugli allori e pensare che, anche in futuro, la parola magica “Venezia” continui a trasformare tutto in oro – ha affermato Agostino Bonomo, presidente regionale di Confartigianato Imprese Veneto - dalle vacanze ai manufatti artigianali all’agroalimentare. È adesso che diviene necessario programmare, promuovere, combattere per rendere sempre più appetibili, e fruibili, la nostra terra ed i nostri imprenditori. È fondamentale che le imprese, in particolare quelle artigiane, mettano a disposizione del turista non solo la più ampia gamma di prodotti e sensazioni, ma se stesse. Inserendosi nel mercato del turismo esperienziale per valorizzare il made in Veneto e far percepire il “valore» del prodotto artigiano». —
N.Br.
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