Indennità ai Pronto Soccorso veneti, la Regione stanzia 60 milioni per 3.200 operatori

La Regione del Veneto approva il riparto fino al 2026: previsti anche arretrati dal 2023.Il presidente Stefani: «Valorizzare il personale sanitario è una priorità». L’assessore Gerosa: «Riconosciamo la gravosità del lavoro in emergenza»

Un’infermiera nel reparto di Pronto soccorso di un ospedale. La Regione stanzia 20 milioni di euro per le indennità
Un’infermiera nel reparto di Pronto soccorso di un ospedale. La Regione stanzia 20 milioni di euro per le indennità

La giunta del Veneto, su proposta dell'assessore alla Sanità Gino Gerosa, ha approvato la delibera che definisce il riparto delle risorse e gli indirizzi applicativi per l'attribuzione dell'indennità di Pronto Soccorso al personale del comparto per il periodo 1/6/2023 - 31/12/ 2026.

«Sin dal mio discorso programmatico l'ho sottolineato», dice il presidente della Regione Alberto Stefani, «valorizzare il personale sanitario è una delle priorità necessarie a migliorare sempre di più il nostro sistema di cure e assistenza. Si mettono in campo risorse importanti: 60,6 milioni di euro totali, comprensivi di coperture e imputazioni di cui beneficeranno 3.200 lavoratori che operano in uno dei settori più delicati dell'organizzazione ospedaliera, quello dell'emergenze».

«Con questo provvedimento»,  dichiara Gerosa, «riconosciamo in modo concreto la particolare gravosità del lavoro nei Pronto Soccorso, che sono tra i servizi più esposti caratterizzati da carichi elevati, turni complessi, dimissioni e, purtroppo, soggetti al fenomeno delle aggressioni. Era un intervento atteso, costruito con criteri trasparenti e condivisi, che prevede anche la corresponsione degli arretrati per il personale che ha prestato servizio dal 2023».

I professionisti della salute coinvolti sono circa 3.200: 2.000 infermieri, 800 operatori socio-sanitari, 400 autisti soccorritori/ambulanze e una quota di personale amministrativo.

In coerenza con quanto previsto dal contratto nazionale, l'indennità è differenziata per profilo e riconosciuta in ragione dell'effettiva presenza in servizio, garantendo un valore minimo omogeneo tramite erogazione in forma di acconto mensile pari a 340 euro/mese per il personale del ruolo sanitario, 250 euro/mese per gli Operatori Socio Sanitari e il personale del ruolo tecnico, 140 euro/mese per il personale del ruolo amministrativo.

Le aziende provvederanno inoltre a distribuire entro il mese di marzo dell'anno successivo eventuali risorse residue a consuntivo, fino a completo utilizzo. Sono previsti anche gli arretrati per chi ha lavorato nei servizi interessati nel periodo 1/6/ 2023 - 2025.

Le risorse da ripartire (al netto degli oneri riflessi) per il periodo 1/6 2023 - 31/12/2026 ammontano a oltre 44 milioni di euro, con una progressione annuale. Gli oneri complessivi, sono quantificati in circa 60,6 milioni. L'indennità riguarda il personale ai servizi di Pronto Soccorso e incluso il personale delle Centrali operative SUEM e Pronto Soccorso pediatrico. 

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