«La Pedemontana a Breganze apre al traffico a fine aprile»
«Il primo tratto delle Pedemontana tra Thiene e Breganze? Ad oggi c’è una data certa: l’apertura sarà tra quattro-cinque settimane». Dopo un tira e molla lungo mesi, è il presidente del Veneto Luca Zaia in persona a pronosticare il semaforo verde a quel primo tratto di sette chilometri già da settembre scorso. Di più, la sua è una certezza. «E’ arrivato l’ultimo documento dall’antimafia della Prefettura di Roma, ci siamo», comunica. Ora si aspetta solo un taglio del nastro rinviato già diverse volte. Ad agosto scorso, fu addirittura il ministro dell’Interni Salvini (nei panni di garante delle grandi opere) a sbilanciarsi sull’apertura entro ottobre 2018 dei primi 7 chilometri. Inconvenienti amministrativi, poi, hanno posticipato l’inaugurazione. Ecco allora la seconda previsione: 4 dicembre. Il problema non riguardava l’infrastruttura, con asfalto e tunnel già pronti da un pezzo, ma una doppia partita burocratica e informatica. Sis, il concessionario dell’opera, è finalmente entrata a far parte di Aiscat (la famiglia dei concessionari autostradali in Italia). L’inghippo, tuttavia, rimaneva sui pagamenti (soprattutto con Telepass) proprio con Aiscat per quei tratti autostradali che collegano l’Italia ma sono gestiti da concessionari diversi.
In questi casi, la remunerazione deve essere suddivisa per i chilometri di competenza. La complicazione per la Pedemontana derivava dal fatto che il gestore dell’arteria sarà un privato, mentre i pedaggi saranno incassati dalla Regione. Ora, dopo i rimpalli di inizio anno, nelle parole di Zaia sembra avvicinarsi la linea del traguardo. Il governatore torna poi sulla recente sentenza del Tar che ha respinto le richieste di risarcimento presentate da Codacons, Impregilo e alcuni cittadini espropriati.
«Si tratta di una sentenza strepitosa – esulta - che mette la parola fine alle tante insinuazioni fatte. Abbiamo fatto un bel lavoro, coinvolgendo Anac, Avvocatura dello Stato e Corte dei conti. In più, abbiamo nominato come commissario il vice avvocato generale dello stato. Questo dimostra che trasparenza e percorso lineare sono stati premiati da una sentenza del Tar». Il cuore della controversia riguardava la nuova convenzione stipulata nel 2017 tra Veneto, Consorzio stabile Cis e Superstrada Pedemontana Veneta. Secondo i ricorrenti, le condizioni di affidamento del project financing con cui è stata realizzata l’opera sarebbero cambiate radicalmente. Una tesi smontata dai giudici amministrativi. Che, nella motivazione, si sono detti convinti che l’unico effetto della nuova stipula sia stato quello di riequilibrare i rischi d’impresa dell’opera. Concluso il primo round, i ricorrenti non escludono il ricorso al Consiglio di Stato.
Intanto, per Zaia la sentenza del Tar può dare un’accelerata ai lavori: «Non dimentichiamoci che è l’opera in realizzazione più grande d’Italia ad oggi, già cantierata per il 60%, per un totale di 2 miliardi e 258 milioni, coinvolge 36 comuni, 14 caselli e 94,5 km». Rimane da definire il futuro della galleria di Malo, da poco dissequestrata dopo l’incidente mortale del 2015. «Ma la Pedemontana sarà consegnata ai veneti entro il 31 dicembre del 2020» —
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