L’alleanza preti-carabinieri riduce i furti di opere d’arte

VENEZIA. Calano i reati a danno del patrimonio artistico culturale del Nordest, anche se rimane un business tra i più floridi per la criminalità. Il dato è anche merito della collaborazione tra le parrocchie del Triveneto che hanno in custodia chiese e pievi ricche di opere d’arte e le forze dell’Ordine e in particolare con i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.
I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (Tpc) di Venezia hanno presentato il consuntivo delle attività preventive e repressive in difesa del patrimonio culturale del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Nel 2013, rispetto all'anno precedente sono diminuiti del 57% i furti nelle chiese, del 28% ai privati, del 13% agli enti pubblici, del 31% sono calati i reati contro il paesaggio, mentre sono rimasti inalterati i furti nei musei: quattro nel 2012 e 4 nel 2013.
Il dato numerico evidenzia un generale calo dei furti di opere d’arte, sensibilmente più evidente relativamente ai furti ai danni delle chiese. In questo caso il risultato è frutto della collaborazione avviata con gli Uffici Beni Culturali delle Diocesi del territorio, nonché dell’opera di continua sensibilizzazione dei singoli parroci. Da qualche anno è aumentata l’attenzione, da parte delle parrocchie, per le opere custodite nelle chiese e soprattutto c’è stata una più rigorosa catalogazione delle stesse.
Relativamente alle altre tipologie di furti, il calo è soprattutto la conseguenza dell’intensificarsi delle attività di controllo del mercato, sia quello tradizionale (esercizi commerciali, fiere e mercatini), sia quello telematico (siti web, aste on-line), dove vengono immessi i pezzi rubati. Nell’ambito dell’attività preventiva, i militari hanno effettuato 868 controlli e ispezioni. Si è trattato tra l’altro di verifiche sicurezza a musei, biblioteche e archivi controlli ad aree archeologiche, controlli ad aree tutelate da vincolo paesaggistico e monumentale, controllo esercizi antiquariali, commerciali e privati.
Complessivamente sono stati recuperati quasi 1200 beni culturali tra archeologici (746) d’antiquariato (386), librari e archivistici(4), artistici falsi (55). Tra le attività di indagini più significative, portate a termine dal Nucleo nell’ultimo anno, ci sono: il recupero di un dipinto tempera su tavola con cornice in legno intagliato e dorato non originale, dal titolo «Adorazione del Bambino», attribuito al pittore Filippo Lippi (Firenze 1406 - Spoleto 1469). Era stato rubato dal Museo della Collegiata di Santa Maria Assunta di Castell'Arquato (Piacenza) il 23 settembre 1970 e recuperato a Prato il 14 novembre 2013. Il recupero di un dipinto tempera su tavola e fondo oro, raffigurante «Cristo crocifisso con la Vergine e San Giovanni ai lati ed un Angelo con globo in mano in alto», attribuito a pittore veneziano del secondo quarto del XIV sec. (1325-1350 circa); rubato a Venezia, durante la seconda guerra mondiale, dalla Chiesa di San Pantalon Martire e recuperato in Germania l’11 marzo 2013.
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