Lega: Tosi vice di Maroni e in corsa per la segreteria

VENEZIA. Dal cilindro di via Bellerio Roberto Maroni estrae due nuovi vicesegretari: il pupillo Flavio Tosi e il fidato Matteo Salvini. «Persone che hanno la capacità di guidare il movimento, leghisti doc che hanno dimostrato di sapere il fatto loro e di essere leali al 100% con me», il viatico del Barbaro sognante. Tanto basta ad aprire la corsa alla successione del segretario federale che al congresso anticipato, nella prossima primavera, cederà senza rimpianti il timone del Carroccio. Una scelta che Maroni ha compiuto in solitudine, senza coinvolgere il gruppo dirigente. Anche i vice uscenti sono stati tenuti all’oscuro, a cominciare dal trevigiano Federico Caner («Quello che so, l’ho appreso dai giornali», ha dichiarato perplesso nei giorni scorsi») “risarcito” con l’improbabile incarico di coordinatore della segreteria per la formazione dei quadri.
E che dire di Luca Zaia? Ha più volte respinto l’offerta di cariche di partito («Faccio l’amministratore a tempo pieno») e al ritorno da Milano, il suo freddo “no comment” è parso emblematico di un disappunto a fronte della volontà maroniana di premiare il diretto rivale in Veneto. Muto come un pesce anche Tosi, un commento arriva dal suo fedele alleato Daniele Stival, che siede nel consiglio federale: «Due valide personalità capaci di proseguire l’opera di rinnovamento della Lega», commenta l’assessore regionale «tra un anno siamo attesi dalle elezioni europee e vogliamo arrivarci con un partito rodato. Un dualismo Tosi-Salvini? Lo escludo, sono persone intelligenti, c’è spazio per tutti. Semmai, mi spaventa la nuova alleanza Pd-Pdl con noi a fare da rompiscatole. In Italia, per chi ha un progetto alternativo, il potere romano ha sempre in serbo qualche trappola, magari uno scandalo falso ma devastante».
Chi succederà a Maroni? È difficile che i lombardi mollino l’osso, fanno sapere i tosiani, ma certo il sindaco di Verona non rinuncerà a giocare le sue carte. Cosciente che non tutti i leghisti veneti lo amano, si è già sbarazzato dei più accesi oppositori e degli ultrà bossiani. Ratificate le espulsioni per i fischi di Pontida, ieri il federale ha confermato il commissariamento della federazione di Venezia-Mestre, riaffidata alle cure di Leonardo Muraro, il presidente della Provincia di Treviso che in prima battuta i “ribelli” hanno costretto alla ritirata.
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