Salvini ha scelto: Andrea Tomaello è il commissario della Liga veneta

Il nome del consigliere regionale era tra i cinque suggeriti da Alberto Stefani. Finisce anche l’era di Borchia e Barbisan: Canova è il nuovo vice

Laura Berlinghieri
Andrea Tomaello con Matteo Salvini
Andrea Tomaello con Matteo Salvini

Andrea Tomaello commissario e Giuseppe Canova suo vice. Con una nota diffusa mercoledì 8 aprile, a serata inoltrata, il segretario federale della Lega Matteo Salvini ha comunicato i nomi dei nuovi vertici regionali del partito: commissario e vice commissario. Ed è uno stravolgimento totale rispetto all’era Stefani.

E quindi la nomina al vertice, anticipata nei giorni scorsi dal nostro giornale, di Andrea Tomaello: ex vicesindaco di Venezia, attuale presidente della Prima commissione in Consiglio regionale. E l’individuazione, come suo numero due, di Giuseppe Canova: responsabile dei tesseramenti in Veneto e membro (più votato, peraltro) del consiglio federale del partito.

Finisce così l’era politica di Alberto Stefani come segretario della Liga: ruolo al quale l’ex deputato di Borgoricco aveva rinunciato, una volta eletto presidente di Regione. E finisce anche l’era dei suoi vice, Paolo Borchia e Riccardo Barbisan. «Un ringraziamento va a Paolo Borchia – si legge nella nota diffusa dal partito – che ha ricoperto il ruolo di vicesegretario vicario nel corso di questi mesi, a seguito dell’elezione di Alberto Stefani alla presidenza della Regione Veneto».

I nomi di Tomaello e Canova erano parte della rosa dei cinque inviati dallo stesso Stefani a Salvini. Con loro, anche quelli del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari; del sindaco di Bassano Nicola Finco, che già aveva guidato il movimento ai tempi della campagna per le regionali; e di Federico Bricolo, ex capogruppo della Lega Nord a palazzo Madama, ex sottosegretario e attuale presidente di Veronafiere.

Alla fine, Salvini ha scelto Tomaello: un nome in grado di mettere d’accordo tutti. Veneziano di Mirano, 36 anni, due lauree: la triennale in Scienze politiche e la magistrale in Economia; poi, un’altra in Giurisprudenza. Prima l’esperienza politica, tra Bruxelles e Roma, e poi quella amministrativa: prima nel consiglio comunale di Mirano, poi a Ca’ Farsetti a Venezia, come vice del sindaco Luigi Brugnaro. Ruolo che ha lasciato a novembre, candidandosi in Consiglio regionale, dove è stato nominato presidente della Prima commissione dedicata al Bilancio.

Ma la sua avventura a Venezia potrebbe non essere terminata, perché il 24 e il 25 maggio Tomaello correrà per la Lega, a sostegno del candidato sindaco per il centrodestra Simone Venturini.

Prima, però, ci saranno gli impegni di partito. Impegni che lo vedranno indaffarato come commissario: ruolo chiaramente orientato a traghettare il Carroccio verso il prossimo congresso regionale, che non si terrà prima delle elezioni politiche. Occasione, quella del congresso, nella quale tra l’altro Tomaello potrebbe non essere della partita; con una traiettoria differente rispetto a quella di Stefani, prima nominato commissario del partito, poi eletto segretario.

Tornando a Tomaello, come si è detto, si tratta di una scelta capace di mettere d’accordo tutti. Figura moderata e di dialogo, piace chiaramente a Stefani, che lo ha voluto accanto a sé in Regione, gli ha chiesto di correre a Venezia e lo ha inserito nella short list per Salvini. E piace – è la storia a dirlo – al presidente della Camera Lorenzo Fontana, di cui Tomaello è stato capo segreteria a Roma.

Questo, peraltro, non è nemmeno il suo primo incarico di partito, visto il suo passato da commissario provinciale: suo l’esperimento, poi proseguito, di unire Venezia al Veneto orientale. Ora il passaggio di livello, a commissario della Liga Veneta.

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