Lo scrittore Camon a Luca Tacchetto: ti spiego l’italia, ora sei in un altro carcere

Lettera al ragazzo di Vigonza liberato dopo quindici mesi di rapimento in Africa: torni nel pieno di una pandemia 

Luca, non so come dirtelo, vorrei dirti “benvenuto nella libertà”, ma avrai già capito che liberandoti dai carcerieri che ti tenevano sequestrato in Mali e rientrando in Italia qui a Vigonza sei passato in sostanza da una prigione all’altra. Anche qui siamo in prigione. Non credo che gli analfanébeti che ti tenevano sequestrato te n’abbiano informato, forse non lo sapevano neanche loro, e a questa idea, della loro ignoranza del mondo, mi fanno tanta pena, vivono una vita insulsa, nel cervello hanno soltanto questa idea del far soldi, e non potrei giurare che questa idea non l’abbiano imparata da noi, noi occidentali, noi cosiddetti civili.

Adesso noi occidentali, europei e americani, ma soprattutto noi italiani (vedi come sei sfortunato) da un mesetto viviamo chiusi in casa, ci è vietato per legge uscire, tranne per comprare cibi o medicinali. Se uno esce di casa per andare in centro, lo ferma un vigile che gli chiede tot euro di multa e poi gli fa fare dietrofront.

Luca, siamo in carcere. E ora anche tu con noi. Tu sei stato sequestrato quindici mesi, sono tanti, quindici mesi fuori del mondo, in questi quindici mesi son successe tante cose e bisogna che tu le sappia, se vuoi vivere in mezzo a noi, parlarci e capirci. Siamo immersi in una pandemia, che vuol dire un’epidemia mondiale, che ci trasmette una polmonite potenzialmente mortale. I malati muoiono infatti, a centinaia. A diffondere questa epidemia è il coronavirus. Ci vorrebbe un vaccino, ma non l’abbiamo. Ci vorrebbe un farmaco, ma non l’abbiamo. Ci vorrebbero tanti letti per ricoverare i malati, ma sono esauriti. Tutto sta dunque ad evitare il contagio.

Resta in casa, Luca. Còmprati i giornali, per recuperare le notizie che ti sei perso, e rintànati. Sui giornali troverai scritto che le Sardine dicono questo e quello, e ti chiederai cosa sono queste Sardine parlanti. Niente paura, sono personaggi politici, non formano un partito (non ancora) ma un movimento, comunque contano, perché sono tante.

Qualcuna insulta Salvini, “fascista”, “nazista”, non t’impressionare, insultare Salvini adesso si può, perché non è più ministro, ha perso ogni potere. Come abbia fatto a perderlo è un mistero, non l’ha capito neanche lui. Pare che volesse far cadere il governo per andare a elezioni e beccarsi una montagna di voti e venire incaricato di fare il nuovo governo. Si è dimesso, ma non ci sono state nuove elezioni. E così si è autotrombato. Un Machiavelli al quadrato. La cosa gli brucia, e negli interventi è più feroce di prima. Personaggio emergente è la Meloni, che nei sondaggi cresce sempre di più. Le Sardine ce l’hanno anche con lei: “Meloni bestia, sgorbia, feccia”. A parlare così è una Sardina col velo, non ho capito se sia una musulmana. Perché, caro Luca, non è che ad essere liberi e leggere i giornali e ascoltare i telegiornali si capisca poi tutto.

Adesso son cessati o diminuiti molto gli sbarchi dei clandestini, evidentemente neanche i clandestini ci tengono ad andare in un paese in quarantena, vogliono migrare sì, ma insomma con un po’ di comodità. In quest’anno e mezzo in cui sei stato prigioniero si sono acuite le voci di un dissenso tra le gerarchie cattoliche verso il Papa, c’è qualche cardinale che lo accusa nientemeno che di eresia, di essere fuori del Cattolicesimo. Un Papa anticattolico, pensa te. Quand’eri prigioniero eri in pericolo, Luca, perché i sequestratori sono pazzoidi, anche quando, come nel tuo caso, non sono cattivi, e non ti puntano le armi addosso.

Sei tornato giusto in tempo per pagare le tasse. Sei a posto con l’Iva? E con la Tari? Mettiti a posto subito, perché se ritardi paghi una multa. Un ritardo per motivi di sequestro non è previsto. Se fosse previsto, i sequestri sarebbero centinaia. Sei in Italia, Luca. —

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