M9, scontro sulla gestione l’ad Zingarelli si dimette
MESTRE. Museo del Novecento (M9) di Mestre, rottura al vertice. Dopo esserne stato per un anno e mezzo al comando, Valerio Zingarelli si è dimesso da amministratore delegato di Polymnia (la società strumentale di Fondazione di Venezia che si è occupata di realizzare il museo) e da consigliere di amministrazione di FM9, la recente Fondazione nata per la gestione del museo.
La nota ufficiale e congiunta con la quale lo stesso Zingarelli e Giampietro Brunello, presidente della Fondazione di Venezia, annunciano le dimissioni, ha toni cordiali. Ma in questa rottura c’è uno scontro di sostanza sul futuro e sulla gestione del Museo.E di conseguenza su chi debba essere a tenere le redini di un progetto che, nella sua parte museale, ha bisogno di essere rilanciato, promosso, trovare visitatori e costruire un pubblico (e che però nel frattempo ha ridotto gli orari di visita). E nella sua parte commerciale - a partire dal chiostro dell’ex convento -, fino a qui deludente rispetto alle promesse e alle aspettative di un progetto di retail innovativo, necessita un cambio di strategia. Per evitare che il progetto di M9 - la cui autonomia finanziaria sembra un traguardo lontano - non diventi un peso sulle erogazioni della Fondazione di Venezia, prosciugandone le casse. «Il mio incubo», per dirla con le parole di Brunello. In questi ultimi mesi non sono mancati gli scontri tra Brunello e Zingarelli, manager di esperienza che già era stato coordinatore del gruppo di lavoro che ha definito le tecnologie innovative del Museo. Ma la necessità di arrivare puntuali all’apertura del museo, a dicembre, ha rinviato la resa dei conti.
Venerdì scorso il Cda della Fondazione di Venezia ha deciso il nuovo assetto istituzione del Polo M9. Da un lato la Fondazione M9, con il compito di gestire i contenuti, la promozione e bigliettazione (e quindi gli incassi) del museo. Dall’altro Polymnia, con il compito di occuparsi degli immobili e soprattutto dell’area commerciale, con un ruolo di semplice stazione appaltante per i materiali necessari alla produzione di contenuti di M9. Una divisione che non è piaciuta a Zingarelli, convinto del fatto che ci fosse bisogno di una gestione più unitaria di tutto il distretto. Una decisione che, come conseguenza, ne avrebbe ridimensionato il ruolo in M9. Mentre l’intenzione di Fondazione di Venezia è di valorizzare, nella gestione degli spazi del museo, il ruolo del direttore Marco Biscione.
Lunedì pomeriggio, con una email inviata al presidente di Polymnia, Luigi Magistro e in copia a Brunello, Zingarelli ha formalizzato le dimissioni spiegando di aver appreso della nuova delibera e di non poter condividere l’ulteriore cambio di governance voluto dalla Fondazione. Le dimissioni - scrive Zingarelli nella sua lettera - saranno operative dal Cda di Polymnia che voterà il bilancio 2018 e non oltre il 15 marzo. Il sostituto di Polymnia dovrà essere qualcuno capace di rivitalizzare gli spazi commerciali del chiostro, e di creare iniziative per attrarre un maggior numero di persone. Così la società strumentale di Fondazione si troverà ad avere il quinto amministratore delegato nell’arco di pochi anni. Tutti hanno lasciato l’incarico in modo burrascoso: Giuliano Segre (che di M9 è l’ideatore), Plinio Danieli, per anni fondamentale braccio operativo, il commercialista Gianpaolo Fortunati e ora Valerio Zingarelli. —
Francesco Furlan
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