Marghera, i leader sindacali sul palco: dall’omicidio sul lavoro alla pace. Ecco cosa hanno detto

A chiudere la Festa del lavoro, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, accolti dalla carica degli oltre cinquemila presenti 

Maria Ducoli
I tre leader di Cgil, Cisl e Uil a Marghera (Foto Pòrcile)
I tre leader di Cgil, Cisl e Uil a Marghera (Foto Pòrcile)

Una standing ovation. I tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno scaldato piazza del Mercato di Marghera, cuore pulsante di questo Primo Maggio. Pierpaolo Bombardieri, numero uno della  Uil, ha riportato al centro il discorso sulla sicurezza del lavoro. «Non ci possiamo fermare sulla sicurezza sul lavoro, bisogna istituire l'omicidio sul lavoro e fare una Procura speciale, certe sentenze sono un insulto alla memoria delle vittime. Ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa sano e salvo».

Pierpaolo Bombardieri (Uil)
Pierpaolo Bombardieri (Uil)

In prima fila, sindacalisti e lavoratori arrivati da ogni parte d’Italia per continuare la lotta per i diritti, fragili e da continuare a difendere. Bandiere che sventolano da una parte all’altra, nacchere che suonano, cartelloni in cui, a grandi lettere, si chiede la pace e la fine di tutti i conflitti. 

 

Daniela Fumarola (Cisl)
Daniela Fumarola (Cisl)

Sul palco, poi, è il turno di Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl: «I dati parlano chiaro: in alcuni settori ci sono contratti che pagano fino a 6 mila euro l'anno in meno rispetto a quelli sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil. Non è pluralismo. È sfruttamento». 

«Il lavoro non è merce», aggiunge, «non può essere sostituito da un algoritmo. Il lavoro è dignità. Come ha detto il presidente Mattarella “è il fondamento della Repubblica, e va ricomposto contro disuguaglianze e precarietà”. Ancora ieri il capo dello Stato lo ha affermato come meglio non si potrebbe, salutando il sindacato come fondamentale presidio di democrazia».

Maurizio Landini (Cgil)
Maurizio Landini (Cgil)

Maurizio Landini, numero uno della Cgil, deve bere più e più volte: le rivendicazioni sono un grido che la piazza accoglie e risponde con altrettando calore, riscaldandolo e aumentando i toni. «La pace è la condizione per il lavoro dignitoso. Condivido al 100% quello che ha detto il Papa: non esistono guerre giuste. E allora mai come adesso dobbiamo lanciare una nuova battaglia internazionale che veda i lavoratori e le lavoratrici di tutto il mondo, di tutte le nazioni, di tutte le religioni scendere in piazza per dire basta guerra, per dire pace e basta investimenti in armi, dobbiamo investire su sanità e scuola» ha concluso.

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