Millecinquecento disoccupati in marcia dal Veneto a Roma
VENEZIA. Oltre 30 pullman con a bordo 1.500 lavoratori di aziende in crisi sono partiti nella notte dal Veneto diretti a Roma dove oggi in piazza San Giovanni sarà allestito con una trentina di gazebo il “villaggio del lavoro”, scenario di una manifestazione organizzata dalla Cgil per chiedere che il lavoro - da difendere e da creare - sia assunto a priorità assoluta del paese.
Il Veneto allestirà una struttura su cui verrà esposta con grafici, racconti e foto la situazione di una delle regioni più colpite dalla crisi, su cui si innestano «fenomeni di illegalità, di allargamento della precarietà e del sommerso», per la Cgil.
Ci sarà una cartina della regione con i numeri delle ricadute occupazionali provincia per provincia, quindi una successione di pannelli preparati nelle camere del lavoro che evidenziano le situazioni più emblematiche, raccontano le grandi vertenze aperte (a partire da quella di porto Marghera), mostrano (“perché non sono numeri ma persone in carne e ossa”) le foto di lavoratori minacciati di licenziamento.
Alcuni saliranno sul palco da dove alle 16 parlerà Susanna Camusso per portare la propria testimonianza. Per il Veneto saranno Alessandro Gabanotto, lavoratore della Vinyls di Porto Marghera, che chiederà al Ministero per lo Sviluppo perché non vengono colte con la dovuta attenzione le opportunità che si presentano per salvare le attività, e Carolina Daniele, giovane precaria padovana, laureata e con un master che racconterà la difficoltà a trovare lavoro. «Ci hanno detto - sostiene – che dobbiamo essere qualificati ed altamente specializzati per poterci spendere nel mercato del lavoro. Invece, una volta conseguiti i titoli di studio, il lavoro non lo troviamo lo stesso».
«I lavoratori riuniti attorno al gazebo del Veneto interloquiranno con gli altri venuti dal resto dell’Italia, ma anche con i passanti cui offriranno, assieme al volantino, biscotti e vino di provenienza rigorosamente locale, a partire da manciate di buranei e goti di cabernet e tocai» promette la Cgil veneta.
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