Permessi di soggiorno: ecco i mediatori stranieri

Padova diventa un modello per la semplificazione delle procedure di accoglienza. Immigrati, aperti nuovi uffici in alcuni Comuni della provincia. E ci sarà uno sportello per le donne
PADOVA. Rivoluzione nel rilascio dei permessi di soggiorno: Padova si candida a essere capofila del progetto che renderà più semplici e accessibili le procedure per ottenere il «placet» a restare nel nostro paese per gli immigrati. Una rivoluzione che passa dall'apertura di nuovi uffici dei Comuni della provincia, dalla presenza di mediatori culturali in questura, dalla possibilità di inoltrare le pratiche direttamente in università. La città del Santo «anticipa» il decreto legge Amato-Ferrero sull'immigrazione e diventa tra le città più avanzate in Italia nel tema dell'accoglienza. Merito di un progetto innovativo approvato ieri in prefettura dal comitato territoriale per l'immigrazione, che raccoglie Comune di Padova, questura, prefettura, università, camera di commercio, 13 Comuni della provincia e rappresentanti delle associazioni di immigrati (come sindacati, Acli e Caritas). Un progetto da 340 mila euro richiesti al Ministero degli Interni per portare avanti la sperimentazione: l'approvazione dovrebbe arrivare a settembre.


Nuovi uffici. Il progetto, elaborato dai dirigenti di palazzo Moroni sotto la direzione dell'assessore all'Immigrazione Daniela Ruffini, prevede ben quattro «moduli» di azioni concrete per la semplificazione delle pratiche, tenendo conto che Padova è tra le otto città italiane che hanno già avviato la sperimentazione per la pre-compilazione della documentazione per i permessi direttamente negli uffici comunali. Documenti poi da presentare alle Poste, secondo il nuovo «contestato» sistema. Si tratta dei Cisi, Centri per l'informazione e i servizi per gli immigrati: altri uffici di questo tipo verranno aperti in alcuni Comuni della provincia, come Limena, San Giorgio delle Pertiche e Loreggia.

Università. Entrerà nella gestione sperimentale dei rinnovi dei permessi di soggiorno anche l'ateneo padovano, attraverso il Saos, Servizio accoglienza ospiti stranieri. Studenti, ricercatori e borsisti immigrati potranno ricevere aiuto e consulenza sui documenti per il permesso di soggiorno direttamente in università, non dovendo più passare dalla questura. Inoltre per tutti gli altri immigrati verrà attivato all'interno di alcuni Cisi uno sportello di orientamento scolastico.


Donne. Particolare attenzione anche per il mondo femminile, spesso la parte più «invisibile» del fenomeno dell'immigrazione. Sarà creato uno sportello per l'orientamento e la ricerca di lavoro dedicato interamente alle donne immigrate, che saranno seguite nei loro bisogni e nell'inserimento in azienda.

Pratiche anomale. Il progetto prevede anche la creazione di uno sportello unico provinciale per la gestione delle pratiche anomale, che sarà ospitato da palazzo Moroni. Con il nuovo sistema a lettura ottica di presentazione delle domande alle Poste, circa il 60% delle domande registra anomalie, allungando così i tempi di risposta.

Mediatori. E nello sportello unico per l'immigrazione della questura invece, se il progetto verrà approvato dal ministero, entreranno due mediatori culturali. Si tratta di professionisti, spesso stranieri, che offrono un servizio di aiuto, nella lingua madre dell'immigrato, per la compilazione delle pratiche e la soluzione di problemi burocratici. Vigili immigrati. Arriva a compimento invece un altro progetto innovativo sull'immigrazione promosso dal Comune: i 18 «facilitatori culturali» che accompagnano i vigili alla Stanga, in zona stazione e in via Cave. Prenderanno servizio nella prossima settimana e il loro operato verrà presentato ufficialmente oggi a palazzo Moroni.
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