Il prof pedofilo ai domiciliari dentro la canonica, don Contarini: «Scelta di carità»

Il parroco di San Lorenzo, ad Albignasego, spiega perché ha ospitato Saviane e gli ha permesso di stare a scuola: «Aveva bisogno di una casa e io l’ho ospitato»

Alice Ferretti
A destraFrancescoSaviane con don Cesare Contarini, a sinistra, e alcuni parrocchiani
A destraFrancescoSaviane con don Cesare Contarini, a sinistra, e alcuni parrocchiani

 

«Tra la carità cristiana e il principio di obbedienza che la Chiesa mi chiede, ho preferito la carità cristiana». Don Cesare Contarini sceglie di non arretrare neppure davanti alla protesta dei genitori e alla tempesta che sta travolgendo la parrocchia di San Lorenzo, ad Albignasego. Intanto nella canonica dove vive il parroco si trova agli arresti domiciliari Francesco Saviane, ex seminarista ed ex docente di religione del Barbarigo arrestato con l’accusa di violenze sessuali aggravate nei confronti di sette minorenni.

Ieri mattina davanti al nido e scuola dell’infanzia San Lorenzo si sono presentati genitori inferociti. Cercavano spiegazioni, volevano capire come fosse possibile che un uomo su cui aleggiava l’ombra degli abusi sui bambini potesse frequentare un centro per l’infanzia. Don Cesare ha provato a spiegare personalmente le ragioni della sua scelta, ma le sue parole hanno finito per alimentare ancora di più tensione e sconcerto.

«L’ho fatto per carità cristiana» è stata una frase che molti genitori hanno interpretato come la conferma che il parroco fosse già consapevole del passato problematico di Saviane e del fatto che fosse stato allontanato da diversi ambienti proprio per episodi di abusi sui minori.

Prof pedofilo, genitori in rivolta. Solo sei bimbi portati al nido
L’asilo nido e scuola dell’infanzia San Lorenzo dove lavorava Saviane

Raggiunto telefonicamente nel pomeriggio di ieri, don Contarini ha confermato la sua posizione: «Stamattina ho spiegato ai genitori e alle persone che sono venute a protestare davanti alla scuola che avevo informazioni sufficienti per fare una scelta pensata», ha detto. E ancora: «Saviane era una persona che aveva bisogno di una casa e io l’ho ospitato, per tutto il resto attendo l’interrogatorio di garanzia». Intanto nel tentativo di tranquillizzare le famiglie, don Cesare ha assicurato che Saviane «non sarà più presente a scuola e quanto prima lascerà la canonica». Ha inoltre precisato che «non risulta alcuna azione scorretta o inappropriata attribuibile a Saviane nel lavoro presso il centro infanzia e in tutta la sua attività a San Lorenzo».

Parole che per ora non bastano a spegnere il clima di forte agitazione che attraversa la comunità parrocchiale. Ad Albignasego non si parla d’altro. Nelle chat dei genitori, davanti ai cancelli della scuola, fuori dalla chiesa, il caso Saviane è al centro di ogni conversazione. E in molti, inevitabilmente, stanno tornando con la memoria a un’altra vicenda che aveva già travolto la parrocchia di San Lorenzo: il caso di don Marino Ruggero.

Nel 2020 la diocesi avviò un procedimento canonico nei confronti del sacerdote per presunta violazione del celibato sacerdotale, una vicenda che lo portò a lasciare la guida della parrocchia di Albignasego. Don Ruggero respinse sempre le accuse e dichiarò pubblicamente di conoscere casi di sacerdoti coinvolti in pedofilia e relazioni nascoste, accusando la diocesi di usare due pesi e due misure. Alla fine don Ruggero rimase sacerdote, ma la diocesi decise comunque di allontanarlo dalla guida della parrocchia e di limitarne l’attività pastorale pubblica.

Ora, a distanza di pochi anni, San Lorenzo si ritrova ancora una volta al centro di una vicenda che fa discutere.

 

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