Ragazzo fa pipì in classe e si filma col cellulare. Per lui niente patentino

E' successo in una scuola media a Sant'Osvaldo, nel Padovano. Anziché sospenderlo la scuola lo punisce negandogli lo scooter
SANT’OSVALDO
. Fa la pipì in classe mentre un compagno lo filma col telefonino. Appresa la notizia, la preside convoca i genitori e il consiglio di classe per sospendere entrambi i ragazzini ma, dopo un acceso dibattito, prevale una scelta diversa.


All’adolescente, carattere vivace e comportamento non sempre esemplare, viene negato l’attestato di fine corso per accedere agli esami della Motorizzazione civile e conseguire il patentino per guidare il ciclomotore. La vicenda si è verificata qualche giorno fa alla scuola media statale Todesco, tra Pontecorvo e Sant’Osvaldo. La preside, Gemma Pittarello, considerata una delle dirigenti più preparate della scuola padovana, spiega le ragioni del provvedimento.


«Abbiamo evitato di sospendere il ragazzo per due motivi», afferma «anzitutto perché la valutazione dell’episodio è avvenuta pochi giorni prima della chiusura dell’anno scolastico e, quindi, un’eventuale sospensione avrebbe potuto compromettere il suo risultato finale. E poi perché, da quanto abbiamo potuto accertare, non è chiaro se questo allievo abbia effettivamente fatto la pipì in un angolo della classe in un momento in cui l’insegnante non lo poteva vedere oppure abbia fatto solo finta di farla. Premesso questo, sono convinta che la nostra scelta sia stata giusta perché, anziché privilegiare il carattere repressivo della sanzione, abbiamo messo in atto un intervento di tipo di educativo e costruttivo».


Insomma, una “penitenza” che priva il ragazzo della possibilità di guidare lo scooter, al pari di tanti altri coetanei, ma non pregiudica la sua l’ammissione alla classe successiva. Con la speranza che la lezione sia recepita.
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