Bollette luce e gas, rincari record in Veneto: Vicenza, Padova e Belluno tra le più colpite
La mappa Codacons sui dati Istat evidenzia gli effetti della crisi in Medio Oriente: a Vicenza energia e combustibili aumentano del 15,3%, a Padova e Belluno del 14,4%

Gli effetti della crisi internazionale in Medio Oriente si riflettono anche sulle bollette e sui prezzi quotidiani delle famiglie venete. Secondo la mappa regionale elaborata dal Codacons sulla base degli ultimi dati Istat sull’inflazione, alcune province del Veneto risultano tra quelle maggiormente penalizzate dai rincari di elettricità, gas e altri combustibili.
A giugno, infatti, il settore energetico ha registrato aumenti particolarmente pesanti in diverse città italiane, con Vicenza al primo posto in Veneto e tra le province più colpite a livello nazionale: qui i prezzi di energia e combustibili sono cresciuti del +15,3% su base annua, contro una media italiana del +11,2%.
Subito dopo si collocano Padova e Belluno, entrambe con un incremento del +14,4%, seguite da altre province del Nordest come Udine (+14,3%) e Pordenone (+14,2%).
«La guerra in Medio Oriente continua a far sentire i suoi effetti su prezzi e tariffe – spiega il Codacons – con particolare impatto sui prodotti energetici, sui carburanti, sui trasporti e sugli alimentari. In alcuni casi gli aumenti raggiungono valori a doppia cifra rispetto allo scorso anno».
Trasporti, Venezia tra le province con gli aumenti più contenuti
Il quadro cambia per quanto riguarda il settore dei trasporti. A livello nazionale l’inflazione del comparto si attesta a giugno al +4,7%, ma con forti differenze territoriali.
Gli aumenti più consistenti si registrano a Reggio Calabria (+7,1%), Cosenza (+6,6%) e Napoli (+5,8%). In Veneto, invece, la situazione appare più contenuta: Venezia registra un incremento del +3,2%, tra i valori più bassi rilevati dall’indagine.
Alimentari, rincari più contenuti in Veneto
Sul fronte dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche, il Codacons evidenzia differenze ancora più marcate tra le diverse province italiane.
Gli aumenti maggiori si registrano a Bolzano (+3,6%), seguita da Napoli e Siracusa (+3,5%) e da Terni e Messina (+3,3%).
In alcune città, invece, i prezzi risultano stabili o addirittura in calo: a Piacenza e Ravenna i listini alimentari scendono dello 0,1% rispetto a giugno dello scorso anno, mentre Firenze registra una variazione nulla.
La fotografia del Codacons conferma dunque come la crisi internazionale abbia avuto effetti diversi sul territorio, con il Nordest e in particolare alcune province venete che stanno affrontando aumenti significativi soprattutto sul fronte delle spese energetiche.
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