Inaugurato a Rovigo il nuovo carcere minorile “Vivaldi”
Taglio del nastro del nuovo Istituto penitenziario minorile. Entro un mese accoglierà i detenuti attualmente ospitati nell’Ipm di Treviso. La struttura dispone di 31 posti ed è dotata di spazi dedicati a studio, sport e attività rieducative

Questa mattina, 8 gennaio, nel pieno centro di Rovigo è stato inaugurato il nuovo Istituto penitenziario minorile (Ipm). Entro un mese entreranno i detenuti che attualmente sono nell’Ipm di Treviso
La struttura prevede 31 posti per detenuti. La pianta organica della Polizia Penitenziaria è composta da circa 50 unità. Per quanto riguarda il personale civile, oltre al Direttore, presteranno servizio presso il nuovo IPM circa 10 funzionari della professionalità pedagogica e funzionari amministrativi.

La superficie totale della struttura è pari a circa 7.000 metri quadrati, di cui circa 4.000 metri quadrati destinati agli immobili e circa 3.000 metri quadrati alle aree esterne, comprensive delle aree verdi, della palestra esterna e dei campetti.
Sono presenti spazi dedicati alle attività per i ragazzi detenuti, tra cui sport, studio e laboratori creativi.
Un intervento reso possibile grazie al coinvolgimento di strutture dello Stato e in particolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Giustizia. L’Istituto è molto atteso dalla Magistratura e dagli operatori del sistema giustizia, non solo minorile.
L’istituto si chiama “Vivaldi” che ha creduto nella cultura come strumento di riscatto.
Andrea Ostellari (Lega), Sottosegretario di Stato alla Giustizia durante L inaugurazione ha affermato: “Il nuovo ipm di Rovigo è il terzo da inizio legislatura che, sotto la guida del ministro Nordio e con questo governo, viene inaugurato, dopo quello de L’Aquila e di Lecce. È un risultato che misura la presenza dello Stato e la risposta a un bisogno dell’intero Paese. Non è solo uno spazio detentivo, ma un luogo che coniuga perfettamente l’esecuzione della pena con la rieducazione, perché la giustizia ha senso solo se è capace di guardare al futuro. Un futuro fondato su regole certe, percorsi strutturati in spazi adeguati e sulla presenza concreta e quotidiana delle istituzioni.
In luoghi come questo lo Stato dimostra di essere fermo, ma giusto. Un ringraziamento alle strutture dello Stato che hanno lavorato per la realizzazione di questa ulteriore opera, grazie anche anche contributo del MIT con Matteo Salvini”.
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