Salvini: «Zaia a Venezia andrebbe bene a tutti e vincerebbe di sicuro»
Il vicepremier a Trieste torna sulla candidatura dell’ex presidente della Regione a sindaco in laguna: «Parlo sempre con Luca: se non ci sarà lui abbiamo tante opzioni». E sulle Olimpiadi: «L’Italia si presenta al mondo col suo bello e la sua abilità ma qualcuno rema contro ed è grave»

Dai fondi per l’ovovia di Trieste alla condanna dei sabotaggi rivendicati dagli anarchici, passando per la chiusura a ogni alleanza con il partito di Roberto Vannacci, l’ipotesi di Luca Zaia sindaco di Venezia («sarebbe il migliore») e la minimizzazione delle recenti tensioni interne alla Lega del Friuli Venezia Giulia. La visita a Trieste del vicepremier Matteo Salvini dà parecchi spunti al dibattito politico locale e nazionale, mentre le infrastrutture, cui era dedicato l’evento di ieri pomeriggio alla Stazione marittima di Trieste, rimangono sullo sfondo.
Salvini arriva a Trieste da Cortina: «Stamani ho parlato al Villaggio olimpico con gli atleti. I signori del no non lo volevano, ma è bellissimo. Non voglio far polemica coi francesi, ma i letti degli atleti sono di legno e hanno trovato perfino il bidet. L’Italia si presenta al mondo col suo bello e la sua abilità ma qualcuno rema contro ed è grave». E qui il focus passa sui sabotaggi alla ferrovia e sui recenti scontri di Torino: «Se perfino la Procura apre un fascicolo per terrorismo. Ci sono attentati, c’è un brutto clima. Abbiamo visto l’operazione studiata a tavolino, gli agenti accerchiati con mazze, bastoni e bombe carta: azione terroristica premeditata. Stiamo tornando alla violenza degli anni Settanta: non finisce bene».
Prima di salire sul palco, Salvini non lesina risposte sui temi della politica. Vannacci è «un capitolo chiuso». E un «capitolo chiuso» è pure ogni ipotesi di alleanza tra Futuro nazionale e il centrodestra: «Quando stringo la mano e guardo in faccia una persona mi fido, quando questa fiducia viene meno guardo avanti». E il posto da vicesegretario lasciato libero? «Lo decideremo insieme a tempo debito».
Poi le questioni di casa Lega. Il vicepremier rimette l’ex governatore Zaia al centro del dibattito sulle comunali di Venezia: «Mi fermano nelle calli chiedendo Zaia, un candidato che metterebbe d’accordo tutti e vincerebbe. Ma parlo con Luca tutte le settimane. Se non sarà lui, ci sono tante altre soluzioni: la scelta verrà fatta a breve».
Tocca quindi alle tensioni nel Carroccio del Friuli Venezia Giulia, dove il Piano oncologico e quelle sulla moschea di Trieste hanno creato attriti fra Anna Cisint e i dirigenti del partito per le iniziative dell’eurodeputata considerate troppo autonome.
Pur con Fedriga al suo fianco, Salvini stavolta evita di andare netto sul nodo del terzo mandato. «Come la pensa la Lega è chiarissimo, ma abbiamo ancora più di due anni ed è giusto che i big si diano da fare per riempirli di contenuti. In Veneto il tema si è trascinato per mesi, ma le cronache friulane non possono andare avanti due anni col sì e con no. Comunque abbiamo una classe dirigente che può esprimere tantissime persone di livello: abbiamo visto in Veneto Zaia governare in modo eccezionale e oggi c’è un ragazzo di 33 anni che fa il governatore in Veneto».
Durante il comizio – ma qui il riferimento era alle comunali di Trieste del 2027 – il messaggio arriva più chiaro: «Visto che il terzo mandato non lo danno, prepariamoci».
Infine la riforma dei porti. Salvini replica alle critiche del Pd: «Non l’hanno neppure letta, criticano a prescindere. Gliene manderò una copia».
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