Siccità in Veneto, il giugno nero dei fiumi: così il mare è risalito di 20 chilometri

Giugno ha confermato il quadro preoccupante per la grave crisi idrica in corso: ne hanno risentito soprattutto i fiumi veneti. In Regione sono caduti mediamente 85 millimetri di pioggia, con un deficit del 15 per cento rispetto alla norma

Siccità: previsioni critiche anche per il mese di luglio
Siccità: previsioni critiche anche per il mese di luglio

Nessuna buona notizia all’orizzonte. Giugno ha confermato il quadro preoccupante per la grave crisi idrica in corso: ne hanno risentito soprattutto i fiumi veneti. Secondo i dati Arpav, diffusi dal bollettino Anbi (Associazione Nazionale Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e Acque Irrigue), sono caduti mediamente 85 millimetri di pioggia, con un deficit del 15% rispetto alla norma. 

Il Delta del Po e il basso Veneto rimangono a secco

Soffrono in particolare il Delta del Po e il basso Veneto, rimasti praticamente a secco. Con questi dati, il deficit complessivo dell’anno idrologico (ottobre 2025 – giugno 2026) si attesta a un pesante -26%.

L’unica nota positiva riguarda i settori montani hanno invece beneficiato di rovesci più abbondanti. 

La temperatura media osservata sui distretti irrigui monitorati dal Centro di Sviluppo e Sperimentazione per l’Innovazione Irrigua del Consorzio Leb, ha raggiunto i 25°C, con un’anomalia di +2.2°C rispetto alla media storica che classifica il periodo come il quarto mese più caldo dal 1991 a oggi.

All'interno dei medesimi distretti, il valore medio delle precipitazioni è stato di appena 2 mm al giorno, con una distribuzione estremamente irregolare.

I fiumi in sofferenza: tutti i dati

Sulle Dolomiti si sono registrati picchi termici fino a +3°C sopra la norma; un caldo eccezionale che ha accelerato l’evapotraspirazione e l’esaurimento delle riserve nivali.

La fusione precoce e quasi totale del manto nevoso residuo in quota ha privato il territorio di una delle sue principali riserve naturali estive. Senza l’apporto della neve, la pressione su corsi d’acqua, invasi e sistemi irrigui è aumentata drasticamente.

I principali fiumi veneti mostrano portate ben inferiori alle medie stagionali: lo scenario più critico si registra sul fiume Po, che segna un drammatico -70% al misuratore di Pontelagoscuro.

Risultano in forte sofferenza anche l’Adige, con un -57% al misuratore di Boara Pisani, il Bacchiglione (-60% a Montegalda), il Brenta (-53% a Barziza) e il Livenza (-46% a Meduna di Livenza).

Fonte: Anbi
Fonte: Anbi

La carenza non risparmia il sottosuolo, dove anche le falde idriche sotterranee restano generalmente al di sotto dei livelli medi del periodo, faticando a ricaricarsi per la mancanza di piogge stabili in pianura.

Nei territori di valle e nel Delta del Po, la drastica riduzione dei deflussi d’acqua dolce sta favorendo la risalita del cuneo salino che, attualmente (dati dell'8 luglio), è penetrato fino a 20 km nell’entroterra.

Il Po in sofferenza: l’acqua del mare non defluisce
Il fiume Po al confine tra il Veneto e l’Emilia Romagna (Gruppo Facebook Fotografiamo il fiume Po)

Le previsioni: a luglio non si ferma il deficit pluviometrico

Il deficit pluviometrico, secondo le previsioni del del Centro di Sperimentazione per l’Innovazione Irrigua istituito presso il Consorzio Leb, continueranno anche a luglio. Si prospetta dunque un altro mese di siccità

Si prevedono valori sotto la media in tutto il territorio, con punte di forte scarsità nelle aree centro-orientali; solo un settore limitato lungo la fascia costiera mostra condizioni prossime alla norma.

L’evapotraspirazione colturale risulta diffusamente elevata rispetto ai valori medi stagionali su tutto il territorio, un segnale coerente con una fase termica più calda della norma.

Il bilancio idrico climatico riflette questa combinazione: il deficit si presenta marcato e diffuso su quasi tutto il comprensorio, dove la scarsità di precipitazioni si somma a un’evapotraspirazione elevata.

Il commento di Anbi Veneto: «Va superata la logica dell’emergenza

«Le precipitazioni, pur presenti in alcune aree, non hanno compensato il deficit accumulato dall’inizio dell’anno idrologico, mentre le temperature elevate e le portate fluviali molto ridotte aumentano la pressione sul sistema irriguo», spiega Silvio Parizzi, direttore di Anbi Veneto. «Viste anche le previsioni per luglio, particolare attenzione desta la situazione del Delta del Po e dei territori di valle, dove i bassi deflussi del Po e degli altri grandi fiumi favoriscono l’avanzata del cuneo salino e rendono sempre più delicata la gestione della risorsa.»

Alex Vantini, presidente di Anbi Veneto, evidenzia come i provvedimenti regionali e i modelli previsionali impongano un cambio di passo immediato: «Le preoccupazioni espresse dalla Regione del Veneto con l’ordinanza dello Stato di emergenza regionale, unitamente alle proiezioni per luglio, richiamano l’urgenza di accelerare sulla realizzazione del Piano Invasi e su tutte le opere necessarie a trattenere l’acqua sul territorio nei periodi più favorevoli. È il momento di superare definitivamente la logica dell’emergenza e fare della sicurezza idrica una priorità strutturale delle politiche regionali e nazionali, perché la disponibilità d’acqua rappresenta una condizione indispensabile per l’agricoltura, l’ambiente e lo sviluppo dei nostri territori.»

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