Statua del 1300 rubata mezzo secolo fa e ritrovata dai carabinieri

La Madonna con Bambino di scuola pisano-lucchese era stata sottratta il 10 marzo 1977 dal Castello di Monselice. Ritrovata in provincia di Bergamo grazie alle indagini condotte anche sul web: è stata consegnata alla Fondazione Cini di Venezia

La statua della Madonna con Bambino che è stata recuperata dai carabinieri
La statua della Madonna con Bambino che è stata recuperata dai carabinieri

I carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Venezia, in
collaborazione con i colleghi del Nucleo di Monza e con il coordinamento della Procura di Bergamo, hanno recuperato a Zogno, nel Bergamasco, una pregiata statua lignea raffigurante
una Madonna con Bambino del XIV secolo
.

La statua era stata rubata a Monselice il 10 marzo 1977 dal Castello Cini, attualmente
chiamato Castello di Monselice. All’epoca, le fotografie della scultura furono inserite dai Carabinieri nella “Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti”, un archivio informatizzato che conserva quasi otto milioni di manufatti censiti, di cui circa un milione ancora da ricercare.
L’opera recuperata è una scultura lignea a tutto tondo, poggiata su basamento costituito dal medesimo materiale di forma ottagonale, di scuola senese risalente al XIV sec. con un’altezza di cm. 121. Riconducibile alla produzione delle botteghe pisano-lucchesi affini all’autore senese Francesco di Valdambrino (Siena 1375-1435), del quale assume le finezze stilistiche di produzione testimoniate dalle policromie e dai dettagli di lavorazione, la scultura si qualifica come manufatto di peculiare rilevanza sotto l’aspetto artistico e devozionale.

L’attività di controllo e monitoraggio del web, finalizzata alla ricerca di beni culturali provento di furto svolta dal personale del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia, ha
permesso di individuare una pubblicazione scientifica che descriveva l’oggetto artistico. I successivi accertamenti svolti dai Carabinieri TPC hanno permesso di riscontrare la sua collocazione nella provincia di Bergamo.

Gli accertamenti effettuati anche grazie al supporto scientifico del personale della Soprintendenza
Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Brescia, competente per la provincia di Bergamo, e dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Bergamo, hanno consentito di verificare la corrispondenza e identità tra la statua sequestrata e quella asportata al castello.
La Procura della Repubblica di Bergamo, concordando con le risultanze investigative, ha disposto la restituzione della statua alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia.

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