Strage di Trebaseleghe. A casa della nuova compagna. «Con noi era un uomo gentile. Impensabile tanta crudeltà»
Parla il figlio di Luciana Zillio, l'attuale fidanzata del padre assassino.
«Siamo increduli e stiamo soffrendo per i due fratelli e per la loro mamma»

PADOVA. Una palazzina del quartiere Guizza. Al piano terra di un complesso formato da otto appartamenti si trova ”’La stanza dei talenti”, studio di mental training e discipline olistiche di Luciana Zillio, la fidanzata di Alessandro Pontin, l’uomo che ha barbaramente ucciso i suoi due figli prima di accoltellarsi a morte. “Luce emergente” c’è scritto sul campanello. Alle 12 arriva una cliente, parcheggia l’auto, attraverso il piccolo cancello in ferro battuto e sparisce in una porta sul retro. Luciana nonostante il dolore, l’incredulità, lo shock, continua a lavorare.
Sconvolti
«Mia mamma è sconvolta, lo siamo tutti, in questo momento non se la sente di parlare». Alla porta arriva Simone, 21 anni, il figlio. Il ragazzo, con la voce tremante di chi sta realmente soffrendo, racconta come stanno vivendo questi terribili momenti lui e la madre.
«Mi tremano le gambe ogni volta che ci penso, non riesco quasi a stare in piedi. Quello che vogliamo dire è che ci dissociamo in maniera più assoluta da questo gesto terribile. Questo non è l’Alessandro che conoscevamo noi».
Luciana stava insieme a quest’uomo da soli 6 mesi ma già l’aveva fatto conoscere al figlio. «Ho conosciuto sia lui che la figlia Francesca. Non so come descriverlo ma tra lui e i due figli c’era un legame, un amore, che mi hanno subito colpito».
Una persona che immediatamente si è fatta ben volere dal figlio della sua compagna. «Con me è sempre stato gentile, educato, disponibile, una bravissima persona. Non ha mai manifestato a mia mamma preoccupazioni particolari. Era un uomo apparentemente molto sereno che non dimostrava di avere problemi. Siamo davvero increduli e stiamo soffrendo tantissimo per i due figli che non ci sono più e per la loro mamma, Roberta, che adesso sarà distrutta».
Insulti
C’è qualcosa che a Luciana e Simone ha scavato ancor di più in una ferita così fresca. «Molte persone hanno scritto sui Facebook cose bruttissime. Hanno detto che mia mamma si sarebbe dovuta accorgere di avere di fianco a lei un assassino, l’hanno insultata pesantemente, l’hanno fatta stare ancor più male, quando lei è una persona buonissima che non c’entra niente con tutto quello che è successo», dice Simone.
«E poi noi non ci siamo accorti di niente perché lui non ha mai dato segnali di alcun tipo. Ripeto, con noi e con i figli era una bravissima persona, chi mai avrebbe potuto pensare arrivasse a un gesto tanto crudele? È ovvio che mia mamma condanna nel modo più assoluto quello che ha fatto, ma non è giusto farla sentire in colpa per non essersi accorta di qualcosa che non c’era».
Cosa possa essere successo rimane un mistero. «Non sappiamo davvero come spiegarci questa tragedia. Noi conoscevamo un Alessandro diverso».
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