Szumski sfida la Lega : «Multe in Veneto dieci volte più possibili che in Campania»
Il consigliere di Resistere attacca il ministro Salvini: «Sproporzione enorme di autovelox per abitante, è anticostituzionale»

«L’unica autonomia che il ministero dei Trasporti, e il ministro Salvini in particolare, hanno concesso ai veneti è quella degli autovelox e delle multe in più per i cittadini. Non può esistere un’Italia in cui la probabilità di essere multati dipende dalla regione in cui si vive. Non solo non è federalismo, ma è una macroscopica disparità».
Il consigliere regionale Riccardo Szumski, con il collega e Davide Lovat, annunciano un’interrogazione alla Giunta regionale sulla distribuzione degli autovelox in Veneto. I numeri (fonte Mit) sono netti: in Veneto risultano 444 autovelox, pari a 9,1 dispositivi ogni 100.000 abitanti. Solo per fare un esempio, la Campania, con popolazione simile, ne conta solo 48, pari a 0,9 ogni 100.000 abitanti.
Ma il dato non è diverso se si guarda a una più generale differenza tra le principali regioni del Nord e quelle del Sud: in Lombardia, che pure conta circa il doppio degli abitanti del Veneto (10 milioni contro i 4,8 milioni del Veneto) gli autovelox – secondo lo stesso Ministero dei Trasporti – sono 503, il Lazio (5,7 milioni di cittadini) ne ha 196. L’Emilia Romagna (4,4 milioni di abitanti) conta 420 impianti a fronte dei 106 della Sicilia che ha 4,78 milioni di abitanti.

«Significa» dichiarano Szumski e Lovat «che un cittadino veneto è esposto a un livello di controllo e sanzione fino a dieci volte superiore rispetto a un cittadino campano. Questa è una disparità macroscopica che chiama in causa direttamente l’articolo 3 della Costituzione, quello relativo all’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge».
Resistere Veneto sfida, quindi, Salvini e la Lega sul suo terreno. Szumski mette l’accento anche su di un altro aspetto: quello relativo all’utilità concreta degli autovelox. «Nella mia esperienza di sindaco ho visto che i tagli ai trasferimenti da parte del governo agli enti locali hanno come risultato quello di spingere questi ultimi a cercare di fare cassa come possono» sottolinea. «E gli autovelox, pure al netto di quanto riportato sulla stampa in relazione al fatto che solo un autovelox su quattro risulterebbe conforme ai nuovi criteri di legge, sono usati proprio per questo: fare cassa e tenere in piedi i bilanci dei Comuni».
Il caso di Adria, aggiunge, «dove quattro autovelox garantirebbero circa 1,2 milioni di euro annui, dimostra proprio come questo sia diventato uno strumento di bilancio». «Salvini ha un ruolo che definirei ombroso» conclude Szumski «sul piano della chiarezza normativa ma anche in merito al fenomeno in sé». —
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