Umana cresce con i servizi d'alta formazione
Brugnaro: «La sfida è offrire un'opportunità alla nuova classe dirigente». Il fatturato 2006 sale a 175 milioni: obiettivo 100 filiali entro fine anno
VENEZIA. In una crescita che parla di un incremento del fatturato 2006 del 53,8% rispetto all'esercizio precedente l'evidenza che il modello veneto applicato al mondo del lavoro funziona anche nel resto d'Italia. Bilancio alla mano, Luigi Brugnaro analizza così l'evoluzione del business di Umana, tra i leader in Italia nel mondo delle agenzie per il lavoro. E restando ai numeri, la prima evidenza è che dopo aver chiuso l'esercizio 2006 con ricavi per 175 milioni l'obiettivo per l'anno in corso è di arrivare a superare i 200 milioni. «Quando il mercato in Italia cresce a un ritmo del 5%» sottolinea il presidente di Umana.
Un aumento del volume d'affari sostenuto dall'apertura di nuove filiali distribuite tra Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e Puglia. Attualmente la rete conta 87 filiali, ma il programma è quello di arrivare a quota 100 entro la fine dell'anno. «Continuiamo nel nostro piano di capillarizzazione - spiega Brugnaro - guardano, in particolare, a Marche, Piemonte e Centro Italia». Ma la ricetta del successo di Umana, Brugnaro la individua, principalmente, altrove. «È un misto di lavoro e rispetto della persona - aggiunge l'imprenditore -. Abbiamo evitato di scimmiottare gli atteggiamenti delle multinazionali, puntando sull'erogazione di servizi di qualità e mettendo le persone al centro dell'impresa. Ovvero quello che da sempre fanno le aziende venete».
Il bilancio 2006 parla dell'aumento del numero delle missioni (+41%), del numero di imprese che offrono posti di lavoro attraverso Umana (+21%) e del numero medio di lavoratori per azienda (+16%). Di questi, oltre il 40% viene poi assunto direttamente dalle aziende clienti al termine della missione, la cui durata supera i tre mesi. La crescita è stata trainata soprattutto dall'industria (+42%) e dai servizi (+41%). In particolare, i settori industriali che in questi mesi hanno dimostrato maggiore vivacità sono stati l'occhialeria, l'alimentare, la metalmeccanica e la gomma plastica.
La sfida per il futuro è quella della formazione. «È un settore chiave - sottolinea Brugnaro -. Qui si tratta di poter offrire ai giovani delle chance per diventare classe dirigente. Parlo di formazione diretta, e non assistita, che pagano direttamente le imprese». Oggi la formazione vale ulteriori 4 milioni di fatturato. «Ma le potenzialità di crescita - puntualizza Brugnaro - sono molto elevate».
Sempre su questo fronte, due i progetti che Umana sta approntando. «Il primo riguarda la possibilità di selezionare personale infermieristico in Brasile. Il secondo è orientato, invece, nell'apertura di sezioni specifiche nella ristorazione e nel catering. Ovvero di arrivare a poter disporre di squadre di professionisti del settore che, quando non sono occupate, restano a disposizione dell'agenzia».
Rispetto al mercato dove opera, Brugnaro sottolinea come «Umana difende la flessibilità e non la precarietà. E la flessibilità è oggi indispensabile per essere competitivi. Nel percorso di rinnovamento del mercato del lavoro, avviato dai pacchetti Treu e arricchito dalla legge Biagi, manca l'approdo a un sistema di ammortizzatori sociali. Ma alla flessibilità non si sfugge: lo impone il sistema economico. Oggi non è più possibile che un'azienda sia dimensionata sui propri picchi di produttività». La difficoltà per le aziende venete, conclude Brugnaro, «non è tanto quella di trovare figure professionali specifiche, quanto quella di reperire sul mercato gente in gamba, ovvero dei potenziali dirigenti».
Argomenti:lavoro
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova
Leggi anche
Video








