Una legge a tutela della medicina naturale

VENEZIA. Non è caduto nel vuoto l'allarme del nostro giornale circa il rischio di chiusura delle scuole venete di medicina naturale (agopuntura, fitoterapia e omeopatia in primis) stante il mancato recepimento dell'accordo-quadro Stato-Regioni e il conseguente vuoto legislativo che non consente in Veneto la costituzione delle commissioni abilitate al rilascio dell'attestato professionale.
A farsi interprete della criticità segnalata, è il presidente della quarta commissione di Palazzo Ferro-Fini, il leghista Gianpiero Possamai (nella foto) che a giorni presenterà una proposta di legge riguardante «le modalità d'esercizio delle medicine complementari da parte di medici, odontoiatri, veterinari e farmacisti».
Nella premessa, Possamai sottolinea la rilevanza sociale del fenomeno: «La percentuale della popolazione che ricorre alle cure omeopatiche è stimata intorno al 18%, con un incremento del 65% a partire dal 2000 e una media di soddisfazione tra i cittadini superiore al 70%».

Detto ciò, la sua proposta prevede - tra l’altro - l’istituzionale degli elenchi professionali dei medici e la commissione per la formazione (presso la Segreteria regionale Sanità e Sociale,) nonché l'istituzione di corsi di formazione nelle medicine complementari e, in via transitoria, la collocazione dei medici di medicine complementari negli elenchi degli ordini professionali. Possamai, esponente della maggioranza che governa il Veneto, si dichiara ottimista circa la rapida approvazione della proposta legislativa che, precisa, non comporta effetti finanziari sul bilancio regionale.
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