Veneto Banca svaluta le azioni del 22,8%

Da 39 euro e 50 per azione a 30 euro e 50: bruciato oltre un miliardo di euro degli attuali 4,43 di capitalizzazione

TREVISO. Da 39 euro e 50 centesimi per azione a 30,50. Veneto Banca prepara un “crollo controllato” del valore del proprio titolo. Nove euro in meno, una riduzione del 22,8% che significa “bruciare” complessivamente oltre un miliardo di euro degli attuali 4,43 di capitalizzazione (si passerà a 3,42 miliardi). Sarà l’assemblea di sabato 18 aprile a dover dare il via libera alla svalutazione. Quale sarà il clima tra i soci è facile da prevedere. «Il consiglio di amministrazione del Gruppo Veneto Banca», si legge in una nota diramata in serata, «esaminate le stime effettuate dagli esperti indipendenti designati dall’istituto come previsto dallo statuto, ha deliberato di proporre all’approvazione dell’assemblea dei soci un valore dell’azione pari a euro 30,50. Il consiglio presieduto daFrancesco Favotto ha deciso di proporre un adeguamento del valore delle azioni che, con responsabilità, includa gli effetti derivanti dal comprehensive assessment condotto dalla Bce nell’ottobre 2014 e rifletta il perdurare della crisi economica che ha duramente colpito le famiglie e le imprese dei territori nei quali la banca opera. Per effetto di tale adeguamento e incorporando i previsti benefici derivanti dalla cessione di alcuni asset in via di dismissione, il rapporto tra valore e patrimonio sarà pari a 1,28». Un altro passo nei destini paralleli di VB e della Popolare di Vicenza: mercoledì il consiglio di amministrazione dell’istituto presieduto da Gianni Zonin ha deliberato di proporre ai soci un valore dell’azione a 48 euro, ovvero 14,50 in meno rispetto gli attuali 62,50, con un crollo di quasi un quarto (-23,2%). Azioni simili, segno di un riavvicinamento in ottica fusione? Chissà. Le strade potrebbero anche rimanere parallele e destinate a non incrociarsi: la svalutazione del proprio titolo, oltre che praticamente obbligata visti i numeri di bilancio, potrebbe essere il primo passo di apertura di entrambe verso potenziali acquirenti. Complessivamente sono più di 112 milioni le azioni fisiche di Veneto Banca (per la precisione 112.391.523, dato aggiornato al 30 giugno 2014). Il taglio del valore è una montagna di soldi sul falò della crisi e delle sofferenze bancarie. Sabato 18, nella tensostruttura che sta spuntando in questi giorni a Villa Spineda Gasparini Loredan di Volpago, in tanti saranno chiamati ad alzare la mano per accettare di perdere dieci, venti, centomila euro. Qualcuno molto di più, un paio di esempi: Alberto Trinca, figlio dell’ex presidente Flavio, ha in portafoglio 48 mila azioni, e rischia di perdere circa 400 mila euro. Federico Tessari, ex presidente di Unioncamere Veneto, ha 29 mila quote e rischia di bruciare oltre 240 mila euro. Per non parlare di Gianfranco Zoppas: l’imprenditore in cassaforte ha 9,6 milioni di euro in azioni VB, potrebbero volatilizzarsi circa 2,2 milioni, euro più euro meno. Ma a soffrire di più, come sempre, saranno i piccoli risparmiatori, e in particolar modo quelli che hanno acquistato negli ultimi anni, magari investendo i risparmi o la liquidazione.

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