«Veneto zona rossa fino a Pasquetta. Riaprire le scuole? Draghi ha ragione»

PADOVA. «Altre due settimane di zona rossa? No. Spero proprio di no. Siamo già alla terza consecutiva e sono convinta che la penitenza finirà martedì prossimo. Me lo auguro. Ciò che conta è che si possano riaprire le scuole dopo Pasquetta: il Veneto è pronto a fare la sua parte con i tamponi rapidi. La scelta del premier Draghi è pienamente condivisa».
Manuela Lanzarin raramente perde il suo bon ton, è appena rientrata da una passeggiata e spiega che il Dpcm che istituisce la classificazione a colori è molto chiaro: quando si passa dal giallo all’arancione e poi al rosso, il giro di vite dura due settimane. Il provvedimento è stato varato in ottobre e rivisto nei 21 parametri qualche settimana fa.
Il verdetto porta sempre la firma del Cts guidato da Brusaferro e viene emesso ogni venerdì. Sono 4 i fattori decisivi: con l’Rt sotto l’1 c’è il giallo, fino a 1,24 l’arancione, oltre il rosso. Per i contagi quando si scende sotto 250 casi su 100 mila abitanti scatta l’arancione. Nella pagella del Cts pesano le terapie intensive: con oltre il 30% di letti Covid si va in fascia rossa e così pure se si supera il 40% dei posti nei reparti. Il Veneto è fermo al 24 e 25 per cento. Gli ospedali sono la vera eccellenza del sistema sanitario, anche se si piangono oltre 10.500 vittime Covid.
«I dati di questa settimana dimostrano che la curva dell’epidemia si sta assestando, questo non significa affatto un allentamento delle misure di restrizione, ma spero che venerdì prossimo l’Rt sia ancora sotto l’1,25 e i contagi nettamente inferiori a 250 casi su centomila: me lo auguro nell’interesse generale delle nostre famiglie e sono fiduciosa. Anzi, sono convinta che i sacrifici saranno ripagati» spiega l’assessore regionale alla Sanità.
Insomma, si annuncia un’altra settimana di chiusura totale senza bar, ristoranti e negozi ma il governo sta pensando di sospendere la zona gialla per l’intero mese di aprile. Cosa vuol dire? Che bar e ristoranti potranno garantire solo l’asporto fino al primo maggio, proprio per evitare la ripresa dei contagi e garantire l’uscita dalla pandemia, con la speranza di riaprire le spiagge e dare fiato al turismo.
«So che si tratta di una scelta molto delicata, Speranza non ha ancora firmato la sua ordinanza e domani pomeriggio è in programma il confronto tra le Regioni, il ministero della Salute e la Gelmini. Chiudere bar, negozi e ristoranti per un mese comporta un sacrificio pesantissimo che dovrà essere ripagato dal governo con un nuovo scostamento di bilancio sull’ordine di 30-40 miliardi», spiega Lanzarin. La linea scelta da Draghi è chiara: tutto chiuso tranne la scuola. Che da martedì 6 aprile potrà riaprire i battenti per i bambini da 0 a 11 anni (prima media compresa). Tutti gli altri fino alle superiori continueranno a seguire le lezioni da casa.
«Non c’è dubbio che si tratti di una scelta coraggiosa e necessaria non solo per gli studenti ma anche per le famiglie che lavorano. Ho incontrato le mamme a Marghera e assicurato loro che faremo di tutto per riaprire le aule, ci sono aspetti profondi legati non solo all’apprendimento ma anche al disagio sociale dei ragazzi che vano affrontati. È bene che si torni a fare lezione in assoluta sicurezza e noi abbiamo già attivato lo screening nelle scuole sentinella per monitorare la salute dei ragazzi. Mi pare che il governo abbia rinunciato all’idea dei tamponi rapidi a 10 milioni di alunni, nemmeno tutti i santi del Paradiso riuscirebbero a farli in un giorno. Il Veneto però ha già avviato la sperimentazione per l’autosomministrazione e intendiamo proseguire su questa strada».
Ultima questione: come mai il ministro Speranza nel suo sito indica 165 punti vaccinali e il Veneto ne ha attrezzati 58? «Il tema va approfondito: nulla ci vieta di allargare l’offerta degli ambulatori: se è possibile lo faremo». —
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








