L'amministratore di Ca’ Roman: «Amiamo l’isola, insensata l’accusa di speculazione»
L’ad della Srl spiega l’origine dell’investimento da 40 milioni: «Un progetto partito nel 2009, con il centrosinistra. Faremo una cosa bella, manterremo l’oasi così com’è»

Fausto Petagna, amministratore di Ca’ Roman srl, da dove nasce il progetto delle villette nell’ex colonia delle suore Canossiane?
«Nasce una ventina di anni fa da parte di un gruppo di imprenditori che lì, in quella colonia, hanno soggiornato in gioventù. Negli anni abbiamo visto il degrado prendere il sopravvento di quell’area, e così abbiamo deciso di proporci per un intervento di riqualificazione. Quest’idea è stata maturata vent’anni fa e oggi siamo ancora qui: gli imprenditori che fanno parte della società o sono dei pazzi o vogliono per davvero bene a questo contesto. Per questo ai contestatori dico: non aver abbandonato il progetto è il sintomo di quanto ci crediamo altrimenti avremmo già venduto ad un fondo».
Cosa manca ora?
«Manca l’ultima autorizzazione, un passaggio dovuto della giunta, per la concessione del permesso di costruire. Da un punto di vista urbanistico e amministrativo, oggi il progetto non si può più bloccare. Ricordiamoci che nasce nel 2009, con una giunta di sinistra, e che non riguarda l’oasi ma un contesto nato prima della naturalizzazione di quell’area. Non è un’opera speculativa, abbiamo tutto l’interesse a mantenere l’oasi. Chi fa un investimento di questo genere lo fa perché ama davvero il territorio, forse più degli ambientalisti che criticano».
Eppure in queste ultime settimane le proteste non sono mancate da parte di chi vede a rischio un ultimo baluardo naturalistico da preservare.
«Ora si muovono tutti gli ambientalisti, ma fino a oggi cosa hanno fatto? Abbiamo mandato una ditta solo per cancellare tutte le bestemmie che c’erano scritte sui muri della struttura. Ma tutti coloro che hanno a cuore quell’area, non hanno notato nulla sugli arredi che sono stati rubati dall’interno dell’ex colonia? Noi abbiamo presentato un esposto per questo».
Quali sono i tempi previsti?
«I lavori dureranno due anni. L’intervento ammonta a circa 40 milioni. Se veniamo bloccati, procederemo per vie legali. Io se fossi un contestatore chiederei di far lavorare imprese locali e di impegnare lavoratori del posto per la gestione. Da vent’anni frequento Pellestrina, è normale che non essendo noi dei costruttori prenderemo a lavorare persone del posto per la gestione, per la custodia e per le altre attività. Quando riceveremo il via libera, partiremo subito. Poi dovremo rispettare le questioni ambientali: chiaro che se in determinati periodi dell’anno non si può lavorare per non intralciare la natura, noi ci fermeremo.
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