Pennacchi contro il progetto a Ca’ Roman: «È come se ora nell’oasi arrivasse un carro armato»
L’attore, noto per il personaggio “Poiana”, compare nell’elenco degli oltre 42 mila firmatari contro il progetto immobiliare: «Proposta sovradimensionata, così l’area si snatura»

Nell’elenco sterminato delle 42 mila firme in calce alla petizione per fermare la costruzione delle 77 villette, compare anche il nome di Andrea Pennacchi. L’attore e regista padovano, ospite fisso della trasmissione Propaganda con il suo personaggio “Poiana”, ha voluto mettere nome e cognome insieme a migliaia di altri cittadini e cittadine per salvare un habitat naturale «contro un progetto edilizio che minaccerebbe gravemente non solo la biodiversità», così si legge nella petizione, «ma altererebbe anche l’ecosistema delicato che abbiamo il dovere di proteggere».
Pennacchi, compare anche il suo nome nella petizione. Da dove nasce questo suo interessamento per l’oasi di Ca’ Roman?
«Dal fatto che quell’oasi io la frequentavo da giovane. Era un posto ideale dove andare con la famiglia, c’era questo meraviglioso parco naturale, il mare dall’altra parte è molto bello. E direi che se ne sono accorti anche quelli della cordata. È un posto spartano, e va benissimo così».
Come è venuto in contatto con questa petizione popolare?
«L’ho conosciuta grazie ad amici in comune che frequentano l’isola di Pellestrina per andarci in vacanza».
Cosa l’ha convinta a firmare?
«Un unico motivo: mi sembra un progetto sovradimensionato rispetto allo spazio di quell’area, rischia di alterare la riserva già intaccata dai lavori del Mose. Lavori necessari per carità, quindi non faccio polemica. Ma è una splendida riserva naturale che ha già perso una fetta e rischia di perderne un’altra per via di quello che rischia di diventare l’ennesimo residence turistico».
Eppure sembra già scritto il destino del progetto.
«Non voglio fare il guardiano della purezza, ma le dimensioni mi sembrano esagerate, in uno spazio che non è affatto grande. Di sicuro poi non sarà più una riserva. Non sono contro uno sviluppo turistico, ma mi sembra che ora nell’isola rischi di arrivare un carro armato. È il solito discorso che facevano i vecchi: c’è modo e maniera. Mi rendo conto che Ca’ Roman sia ideale per un progetto di questo tipo, un’area selvaggia vicino ad un centro abitato come Pellestrina. Io poi non sono nessuno, dico solo che quello è un posto incantevole, che dovrebbe essere frequentato da più gente ma che rischia di perdere la sua qualità principale per diventare poi un posto con un bel mare. Ma non sarebbe più Ca’ Roman».
Cosa avrebbe detto il Poiana in questa situazione?
«”Che son dei pavidi, là bisogna costruire un kapanon che fornisce direttamente il Mose”».
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