Vo’ commemora le vittime del Covid a sei anni dalla prima zona rossa
Era il 21 febbraio 2020 quando moriva Adriano Trevisan e iniziava l'incubo Covid tra restrizioni, mascherine, lockdown

Il silenzio della tromba dell'alpino Vittorio Dalla Montà, il ricordo degli alpini del gruppo di Teolo e Vo' schierato sull'attenti, le parole dell'assessore alla Cultura di Vo' Simonetta Tognetti e la benedizione di don Liviano Bernardi.
Sono state ricordate così questa mattina, sabato, le sei vittime del Covid del Comune di Vo ', prima zona rossa d'Italia, a sei anni da quella triste giornata quando moriva Adriano Trevisan e iniziavano tutte le limitazioni legate alla pandemia: lockdown, mascherine, attesa di cuire efficaci contro il Coronavirus.
«Il 21 febbraio non è una giornata qualsiasi. Ognuno di noi ricorda a modo suo un pensiero, un momento in cui ci siamo resi conto che le cose stanno cambiando», ha esordito l'assessore Tognetti. «Oggi ricordiamo chi non c'è più. Persone care che facevano parte della nostra vita quotidiana: padri, madri, amici, colleghi. La loro presenza si sente nelle sedie vuote, nelle voci che non sentiamo più, nei gesti di tutti i giorni che non tornano. Ma questo monumento è anche per chi è rimasto».
La cerimonia si è svolta alle 10.30 al monumento alle vittime del Covid sulla rotatoria della Sp 89 che porta a Este.
Oltre alla corona d'alloro del Comune, c'era un mazzo di fiori della famiglia di Renato Turetta, la seconda vittima di Vo' dopo Adriano Trevisan deceduto la sera del 21 febbraio 2020 .

Contemporaneamente alla cerimonia di Vo', una commemorazione si è tenuta in mattinata a Codogno con la presenza del sindaco del Comune collinare Mauro Delluniversità e del vicesindaco Marco Ongaro.
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