Tornano i volantini alla Fenice contro Venezi, Brugnaro: «Troviamo la quadra»
Protesta delle maestranze dopo le parole di Venezi alla prima del Simon Boccanegra di Verdi. Spillette anche a Pisa, a Trieste nessuna stilettata

La chiave di violino, ormai simbolo della protesta silenziosa delle maestranze della Fenice di Venezia, dalle spillette plana sui volantini. Si sono radunati “prima della prima” del Simon Boccanegra di Verdi i professori d’orchestra del teatro di campo San Fantin, ancora in abiti da giorno, per fare un’azione di volantinaggio.
«La bellezza è verità, la verità è bellezza. Questo è tutto ciò che al mondo sapete e tutto ciò che vi occorre sapere», la frase che campeggia sotto la chiave di violino, di John Keats. Poi, non mancano le spille.
Orchestra e coro continuano a voler lanciare un segnale di protesta per la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale della Fenice da ottobre di quest’anno, soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciate alla presentazione della Carmen di Bizet a Pisa.
La rappresentanza sindacale
«La Rsu ritiene di non commentare le dichiarazioni della Maestra Venezi, rilevando che le sue affermazioni non sono orientate a trovare una soluzione», aveva sottolineato la rappresentanza sindacale unita, all’indomani delle parole di Venezi. Venezi, infatti, aveva dichiarato che all’estero «Ci si chiede perché una fondazione finanziata con fondi pubblici dallo Stato sia sostanzialmente gestita dai sindacato», calcando la mano: «In un contesto, mi si passi il termine, totalmente anarchico».
Il concerto a Pisa
Sempre il 23 gennaio, Venezi è tornata a dirigere in Italia, a Pisa, appunto la Carmen. Prima, però, ha fatto un videocollegamento con il Verdi di Trieste, dove la prossima settimana dirigerà Ascesa e caduta della città di Mahagonny firmato dalla coppia drammaturgica Kurt Weill e Bertold Brecht. Nessuna polemica, nessuna uscita come a Pisa: Venezi ha parlato dell’opera. «È un’opera che non chiede di essere amata ma di essere compresa», le sue parole.
Nel frattempo, il sindaco di Venezia e presidente della Fondazione Teatro la Fenice Luigi Brugnaro è tornato sulla querelle, a margine della presentazione della nuova Pinacoteca all’Ospedale Civile.
Brugnaro cerca il dialogo
«Non prendo come negative le parole della Venezi così come nemmeno le osservazioni degli orchestrali, ho sempre tentato di giustificare questa cosa e continuo a farlo anche oggi», ha detto il primo cittadino, auspicando di nuovo che ci siano i margini per tornare al dialogo. «È normale quando poi si alzano i toni, tanto più che la Fenice è un teatro importante, che ogni cosa che si dice si può interpretare in tanti modi», continua Brugnaro, «spero di riuscire ad incrociare queste passioni che poi potrebbero sfociare in qualcosa di grande, perché la Fenice è sempre rinata da queste cose anche nei momenti di crisi. Io sono ottimista, sono sicuro che se riusciamo a trovare una qualche forma di incontro, da questa cosa potrebbe nascere una grandiosa rinascita». Infatti, il primo cittadino nei giorni scorsi è anche tornato sullo sblocco dell’acconto del welfare, che era stato congelato lo scorso novembre. Una data chiave sarà quella del prossimo consiglio di indirizzo del teatro, fissato per il 27 gennaio. «Bisogna crederci tutti, è l’augurio che faccio», aggiunge Brugnaro «Devono esserci momenti di dialogo, di discussione anche accesa, però non bisogna
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