Yacht affondato al largo di Cavallino, la Capitaneria diffida i due turisti tedeschi: ora il recupero della barca

La Capitaneria di porto di Venezia ha diffidato due diportisti tedeschi dopo l’incendio e l’affondamento di uno yacht al largo di Cavallino Treporti. Attivato il piano antinquinamento, in corso monitoraggi e recupero del relitto

Marta Artico
Le operazioni di recupero al largo di Cavallino Treporti
Le operazioni di recupero al largo di Cavallino Treporti

La Capitaneria di porto di Venezia ha diffidato i due diportisti tedeschi a bordo dello yacht incendiato e successivamente affondato lunedì a circa cinque miglia dalla costa, attivando contestualmente il piano antinquinamento locale ai sensi dell’articolo 12 della legge 31 dicembre 1982, n. 979. Ai due soggetti saranno addebitate le spese delle operazioni in corso.

Proseguono senza interruzione le attività coordinate dalla Guardia Costiera di Venezia per la gestione dell’emergenza, avviata dopo l’incendio e l’affondamento dell’imbarcazione. La Sala Operativa sta garantendo il coordinamento dei mezzi navali e degli enti coinvolti, oltre al raccordo con la società specializzata impegnata nelle operazioni di tutela ambientale.

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Nella giornata di ieri le squadre operative a bordo dell’unità disinquinante ECO LAGUNA 4FZ della società Castalia, sotto il coordinamento della Capitaneria, hanno posizionato panne galleggianti nell’area del relitto per contenere eventuali fuoriuscite di sostanze inquinanti. Le unità della Guardia Costiera hanno inoltre effettuato pattugliamenti continui dello specchio acqueo, senza rilevare al momento fenomeni significativi di inquinamento.

Il monitoraggio è proseguito anche oggi, fin dalle prime ore del mattino, con attività di sorveglianza e verifica dell’efficacia delle barriere anticontaminazione. Secondo quanto riferito, non si registrano criticità ambientali rilevanti, ma le operazioni continueranno fino al completamento delle attività di messa in sicurezza e recupero del relitto.

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La Capitaneria ha inoltre richiesto il supporto dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) per l’acquisizione di immagini satellitari dell’area, utili a integrare il monitoraggio e individuare eventuali tracce di idrocarburi in superficie.

Parallelamente è stata avviata la pianificazione del recupero dello yacht, adagiato su un fondale di circa 15 metri. È previsto l’intervento del Nucleo Subacquei della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto per un’ispezione tecnica finalizzata a verificare lo stato dello scafo, la presenza di carburante residuo e le condizioni per le operazioni di recupero.

L’intervento sarà eseguito sotto il coordinamento della Capitaneria di Venezia, nel rispetto delle procedure di tutela dell’ambiente marino. Le spese sostenute dall’Amministrazione per monitoraggio, disinquinamento e recupero saranno recuperate nei confronti dei responsabili.

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