Rider in monopattino senza patente e casco: maxi multa 29 mila euro
Succede a Padova dove un uomo di 34 anni di origine nigeriana ha fatto ricorso chiedendo la sospensione della riscossione per povertà. Ok della giunta per andare avanti

Viaggiava su un monopattino elettrico senza patente a Padova, senza casco e senza assicurazione. Quando è stato fermato dagli agenti della Polizia locale, inoltre, non ha voluto mostrare i documenti.
Il conto finale è stato pesantissimo: oltre 29 mila euro di multe. La giunta di Palazzo Moroni, riunita ieri, ha deciso di difendersi davanti al Tribunale contro il ricorso presentato da un uomo di 34 anni, di origine nigeriana e residente a Selvazzano, che chiede l’annullamento dell’ingiunzione di pagamento. «Si tratta di un atto dovuto», spiega l’assessore alla Polizia locale, Diego Bonavina.
La vicenda risale al settembre 2020. Pieno periodo covid. Durante un controllo, gli agenti fermano il 34enne mentre guida un monopattino elettrico da 1 kW, dotato anche di seduta. Un mezzo che, per caratteristiche, viene equiparato a un ciclomotore. Solitamente utilizzato dai rider. L’uomo non aveva mai conseguito la patente, non indossava il casco, era privo di assicurazione e non ha fornito i documenti richiesti. Da qui quattro sanzioni amministrative.
Con il mancato pagamento delle sanzioni, il Comune ha avviato la procedura di recupero delle somme, arrivando a un’ingiunzione di pagamento che ammonta a 29.183,25 euro. Cifra che ha spinto l’uomo a rivolgersi al Tribunale.
Nel ricorso, il 34enne chiede anche la sospensione della riscossione forzata, sostenendo che il pagamento immediato dell’importo potrebbe causargli gravi problemi economici. L’uomo lavora come operaio specializzato e percepisce uno stipendio di circa 1.500 euro al mese. Con questo reddito deve far fronte alla rata del mutuo per l’acquisto della casa, al finanziamento dell’automobile e alle spese per il mantenimento del figlio. Secondo la difesa, la prosecuzione della riscossione potrebbe avere effetti difficilmente reversibili sulla sua situazione personale e familiare. Di diverso avviso il Comune, che ha deciso di andare avanti per tutelare l’applicazione delle norme sulla sicurezza stradale.
L’udienza davanti al Tribunale di Padova è fissata per il 12 marzo. Sarà il giudice a valutare se confermare la maxi sanzione o accogliere, in tutto o in parte, le richieste del ricorrente. —
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova





