Calcio Serie D, diciotto squadre per un sogno: ecco le padovane
Si preannuncia un girone C equilibrato come non mai. L’esperto tecnico Fonti ha fiducia nei club di provincia: «Lupi ambiziosi, Campodarsego cerca rivalsa, Este l’outsider»

Eccolo il girone C della serie D: Triveneto più che mai, come l’anno scorso e senza le tre veronesi (Chievo, Virtus Verona e Caldiero Terme) dirottate nel B, proprio come 12 mesi fa. Della provincia scaligera, resta solo il Legnago Salus. Delle 18 ai nastri di partenza, 12 sono venete, due altoatesine e quattro del Friuli Venezia Giulia.
Chi sarà il successore del Treviso, quella promossa in Lega Pro nell’ultima stagione? Secondo Gianfranco Fonti, un guru del calcio delle Tre Venezie, 17 anni vissuti sulle panchine della quarta serie, quello che andrà a iniziare tra un mese esatto, sarà uno dei campionati più indecifrabili e combattuti degli ultimi anni. Tant’è che il tecnico mestrino ammette: «Sono sincero, faccio fatica a trovare le due che retrocederanno dirette; figuriamoci quelle che andranno ai playout. Senza ombra di dubbio dico: più che una D assomiglia a una C2 a tutti gli effetti».
Iniziamo la disamina con le tre padovane ai nastri partenza. Fonti le giudica così: «I messaggi che arrivano dalla Luparense sono chiari: vogliono essere protagonisti e cercheranno di puntare alla vittoria. D’altronde, sappiamo tutti delle ambizioni del presidente rossoblù Stefano Zarattini. Certamente dovranno fare i conti con altri colossi ai nastri di partenza come Mestre, Union Clodiense e Cjarlins Muzane del mio amico Alessandro Moras (ex Brian Lignano, ndr). Insomma, nella griglia di partenza i Lupi sono lì davanti, in bella compagnia di altre competitor, per giocarsi la gloria. Quindi il Campodarsego, dove l’entusiasmo del tecnico Franco Gabrieli può essere un punto di partenza fondamentale, pur ricordando anche l’ottimo girone di ritorno della passata stagione, dopo una prima parte spesso in apnea. Tra gli arrivo di spessore, c’è quel Samuele Longo, che ha un passato di un certo spessore tra i professionisti e non solo in Italia. Poi non dimentichiamoci di Cristian Pasquato, il leader della squadra, sul quale si può sempre fare affidamento. Diciamo che i biancorossi sono una degna outsider in un girone ogni anno sempre più incerto».
E con l’Este come la mettiamo? Pure qui Fonti non ha il minimo dubbio: «La garanzia si chiama Andrea Pagan. Un collega che conosce la categoria a memoria. Mezza squadra titolare dalla passata stagione è andata via? Ma da quelle parti non una novità. È già accaduto altre volte pure nel recente passato: in casa giallorossa sono abituati a cambi di una certe consistenza, anche per quanto riguarda l’undici di partenza. Ripeto, Pagan saprà estrarre dal suo cilindro altri giocatori che possono dire la loro in serie D. Confermare la brillante stagione passata con la qualificazione ai playoff non sarà semplice, questo è vero, ma sono convinto che l’Este possa essere più di una semplice outsider».
Dunque, al netto delle nostre padovane ai nastri di partenza, occupiamoci del resto della compagnia. Detto che il Cjarlins Muzane, targato Moras, tra le sue fila può contare ancora sull’usato sicuro dell’attaccante Grasjan Aliù (ex di tanti, a cominciare dal Campo), con una freccia in più nell’arco offensivo, Maks Barisic. Insomma, la società del presidente Vincenzo Zanutta è in primissima fila: «Assolutamente tra le grandi favorite. Forse uno scalino sopra sull’ambizioso Mestre, sull’Union Clodiense, ma non escluderei da questo lotto nemmeno il Legnago». Restano da definire i ruoli di Brian Lignano e Triestina.
Ecco il Fonti-pensiero: «Sugli alabardati vale un po’ lo stesso discorso che si faceva l’anno scorso con il Treviso: è obbligatorio metterli nel contesto di chi giocherà per salire di categoria. Intendiamoci, non sarà semplice per loro, su questo siamo tutti d’accordo, ma non vedo una Triestina anonima a metà del guado. Sul Brian dico che la scelta di affidare la panchina a Maurizio Bedin è stata strategica: lui da ex giocatore dell’Udinese, è conosciutissimo in Friuli, poi deve riscattare la passata stagione al Campo, con l’esonero alla prima di ritorno. Quindi sulla LME (Lavarian Mortean Esperia, ndr), promossa i D dopo lo spareggio vinto sul Pordenone, è tutta da scoprire. Onestamente non li conosco. Le due altoatesine, Obermais e Virtus Bolzano, sono le solite toste. Quindi in cerca di gloria anche il Bassano del mio amico Gianpietro Zecchin, con una Calvi Noale sempre da battaglia. E sono curioso di vedere all’opera anche Conegliano e La Rocca Altavilla, così come le due neopromosse Schio e Sandonà».
Lunedì 10 agosto alle 14.30 usciranno poi i calendari. In Coppa Italia, nel turno preliminare (23 agosto) trasferta a Sandonà per la Luparense (chi vince affronta il Cjarlins); sette giorni dopo, nel primo turno Este-Conegliano e Campodarsego-Bassano.
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