Varese e il progetto verde «Altro che Benetton...»
VENEZIA. Un veneziano alla guida della squadra che domina il campionato italiano di serie A/1 di basket. E un padovano in cabina di regia. La Varese che sta facendo sognare migliaia di tifosi lombardi parla veneto. Con quattro vittorie in altrettante gare, in cima alla classifica c’è la Cimberio Varese di coach Frank Vitucci, veneziano di 49 anni di scuola Reyer, e del play Andrea De Nicolao, ventunenne nato a Camposampiero e cresciuto a Vigodarzere. Nemmeno coach Vitucci, si sarebbe aspettato un inizio così spumeggiante: «Decisamente no. Questa è una squadra completamente nuova, con un nuovo allenatore e con un calendario ostico sin dalle prime giornate». Che ambiente ha trovato alla Cimberio? «Varese è certamente uno scalino sopra ogni altra società italiana. Una realtà che in passato ha collezionato anche dieci finali consecutive di Eurolega. Città, tifosi e imprenditori sono molto attaccati a questa squadra e non a caso il progetto varesino ha successo proprio perché alla base c’è un consorzio che vanta numerosi soci». A Varese ha deciso di portare anche De Nicolao, con lei alla Benetton: «L’ho fatto esordire in serie A con Treviso quando lui non era neppure nel roster ufficiale. Andrea è caparbio, lavora instancabilmente e sa essere sempre utile. Può crescere ancora molto e penso che la nazionale maggiore dovrà pensare a lui per il futuro». La sua attuale squadra punta molto sui giovani e il progetto è premiato dai risultati: da De Nicolao, al talento di Achi Polonara (entrambi classe ’91) allo svedese Erik Rush (’88). Un po’ come la Benetton di due anni fa, quando però i risultati non arrivarono e venne esonerato… «Qui il roster è molto più equilibrato di quello di Treviso. Nel 2010 avevo troppi giovani e pochi senior d’esperienza. Diciamo che era un progetto giovani solo di facciata» continua Vitucci, togliendosi qualche sassolino «Non c’era né il tempo né la voglia per attendere dei risultati, mentre qui a Varese si mette in preventivo che i risultati possono arrivare domani come dopodomani. Il mio errore più grande è stato quello di accettare una squadra creata da altri. Questa Varese, invece, l’ho fatta io». A proposito dei giovani della Cimberio, il duo De Nicolao-Polonara non le ricorda un po’ la coppia Pozzecco-Meneghin che vinse lo scudetto nel 1999? «Come questi ultimi, Andrea e Achille sono due ragazzi che piacciono. Chi è fuori dal campo nota senza dubbio l’energia e l’impegno che questi giocatori mettono sul parquet. Danno sempre il massimo e se sbagliano sanno come recuperare l’errore. Forse l’accostamento è un azzardo, soprattutto per i ruoli diversi di Polonara e Meneghin, ma è certo che a Varese il passato ritorna spesso e il momento positivo che stiamo vivendo aiuta anche a sognare».
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