ADOTTA UN ESPOSITORE, IL CROWDFUNDING SOLIDALE

La solidarietà è una questione etica e può trasformarsi in un gesto collettivo. Per la prima volta in Italia è stato chiesto ai cittadini di contribuire ad “adottare” un espositore. Accade alla Fiera4Passi: grazie alla piattaforma messa a disposizione da Banca Etica si potranno supportare i produttori di Lampedusa, quelli delle zone terremotate, le realtà dell’economia carceraria, una cooperativa pugliese che coltiva le terre confiscate alla mafia e gli agricoltori del commercio equo e solidale della Palestina. Si tratta di un’anteprima assoluta per il nostro Paese, con l’hashtag #adottaunespositoreF4P, questa innovativa formula di crowdfunding (raccolta fondi) incuriosisce, conquista consensi e sembra destinata a repliche future. «Si tratta di una iniziativa che non ha precedenti e che risulta particolarmente significativa perché vuole rafforzare il legame tra i visitatori degli espositori della nostra Fiera» sottolinea Alessandro Franceschini, coordinatore della manifestazione trevigiana. «L’economia solidale e la costruzione di un nuovo modello di imprese fondato sulla relazione e non solo sul profitto passa anche per questi importanti gesti di partecipazione» aggiunge. La sfida è stata lanciata con il desiderio di portare nel capoluogo della Marca i produttori del Centro Italia terremotato, famosi in tutto il mondo per le lenticchie di Castelluccio, i salumi di Norcia e i formaggi tipici della zona e chiamati a raccontare la loro fatica e la loro voglia di restare. Ma il desiderio è di ospitare in fiera anche i ragazzi del progetto “Pietra di Scarto” che in Puglia stanno facendo rifiorire le terre confiscate alla malavita. «Il coraggio di fare quello che nessuno fa» è il motto con cui giovani agronomi e contadini lavorano tre ettari di campi sottratti all'affiliato di uno dei clan foggiani, per produrre olive “Bella di Cerignola” e pomodori. Altro progetto che, grazie al crowdfunding, potrà essere presentato a Fiera4Passi, si chiama “FreedHome”, una rete di cooperative che lavorano negli istituti di pena italiani, da Ragusa ad Aosta. Nelle carceri sono stati formati dei team di lavoro con i detenuti che oggi producono articoli in legno, ma anche prodotti da forno e creazioni tessili a marchio “FreedHome” in vendita online e nel negozio di via Milano a Torino. Non da ultimo, attraverso la raccolta fondi si potrà sostenere l’arrivo in Italia di Parc, la Ong che in Palestina aiuta gli agricoltori a coltivare la valle del Giordano e a vendere i loro prodotti a un prezzo equo per lo sviluppo della comunità. (v.c.)
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








