Martini: «Il mio incontro con Pierre Cardin e la bellezza spietata di Dorian Gray»

il personaggio
VENEZIA
Al capolavoro di Oscar Wilde si ispira l’opera di teatro musicale, alla Fenice di Venezia da ieri e ancora oggi e domani: “Dorian Gray. La Bellezza non ha pietà”. A presentarla, la firma di Pierre Cardin, stilista-designer novantacinquenne che oltre a produrla ne ha curato i costumi. Uno spettacolo che ha toccato teatri italiani e internazionali e ora torna a Venezia dove ha avuto la sua anteprima mondiale nel 2016. Testi e musiche sono dell’autore padovano Daniele Martini, una mìse en scene sofisticata che utilizza anche le tecniche di mapping, al servizio delle parole e dei brani musicali che racchiudono l’essenza del romanzo. A lavorarci, giovani talenti creativi italiani: la regia è di Emanuele Gamba, mentre Federico Marignetti interpreta Dorian, affiancato da Marco Vesprini, che ne rappresenta l’anima.
Daniele Martini, 41 anni, è al terzo lavoro a fianco di Cardin, dopo “Casanova amori e inganni a Venezia” e “Amleto, Dramma Musicale”: «Nel 2009 conobbi il nipote di Cardin, Rodrigo Basilicati, e scoprimmo la comune passione per la musica. Venne naturale parlargli dei miei progetti già pronti. Stavo cercando un produttore per il mio “Casanova Opera Rock”. Rodrigo, invece, cercava con suo zio un autore per creare uno spettacolo sul Casanova. Mi invitò a un’audizione in Provenza, e andò benissimo. Monsieur Cardin fu entusiasta delle musiche e della drammaturgia, e anche dell’idea di raccontare un Casanova giovane e puro».
In Dorian Gray i disegni di luce danno un tocco originale, come le arie musicali, che variano dall’orchestrale al rock contemporaneo: «Desideravo dare voce al logos interiore di Gray in modo variopinto» continua Martini - così come lo sono i nostri pensieri ed emozioni. Nella mia interpretazione delle sfumature emotive del personaggio ho voluto dare un vestito musicale diverso ai vari momenti. Ciò che ho intuito più doloroso e intimo è accompagnato solo al pianoforte, quello che è più psicotico e sconvolgente è “cattedralizzato” con sonorità più sinfoniche e avvolgenti, mentre la rabbia e la paura hanno frequenze più taglienti”.
Nato e cresciuto nella zona di Prato della Valle, in una famiglia appassionata di musica e d’arte ( il bisnonno, Antonio Penello, ha scolpito la scena di mercato contenuta nel timpano del frontone dell’antico Foro Boario), Daniele dopo alcuni anni al conservatorio Pollini ha iniziato a scrivere la sua prima opera a 16 anni. Poi si sposta alla musica per cortometraggi, documentari, fino alle produzioni con Cardin, e, ora, ha in cantiere un nuovo progetto: «Con lo scrittore veneziano Francesco Ferracin stiamo lavorando a un’Opera Popolare Moderna che crea un ponte ideale tra Venezia e la Cina. Amo profondamente l’eleganza e la filosofia orientali». www.teatrolafenice.it. —
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