Ladybici, la signora che pedalando mette in fila le idee e trova la felicità

Anna Sandri
PADOVA. Dice che non ricorda chi l’ha insignita del titolo di Ladybici, ma sa che è la somma di due circostanze: lei ha più di trent’anni, e la bici è una parte molto, molto importante della sua vita dal momento che è lavoro, passione, dialogo di coppia (con il marito) e intergenerazionale (con il figlio), oltre che fidato mezzo di trasporto con cui andare tutti i giorni in ufficio (a parlar di bici). Non sa dire, invece, se la sua è una passione diventata lavoro o un lavoro diventato passione: «Le due cose dipendono l’una dall’altra».
Ludovica Casellati, padovana, arriva in libreria con “L’ABiCi della felicità» (Sperling&Kupfer, pp 183, 16 euro), un po’ autobiografia, un po’ manuale, un po’, nel titolo, gioco di parole.
Dalla Loira in poi
Corredato dai bei disegni di Carlo Muttoni, il libro è un inno alla bicicletta scritto da una giovane signora che a pedalare ha iniziato a quattro anni, ma che il piacere di farlo lo ha scoperto più tardi, sulla scia del marito granfondista e come premio al coraggio di aver affrontato, con lui e il figlio ancora piccolo, una prima vacanza su due ruote, tra i castelli della Loira.
Da lì è nato anche il mestiere: ha fondato e dirige viagginbici.com, magazine dedicato al cicloturismo; ha ideato e organizza l’Oscar italiano del cicloturismo con Cosmobike Show e l’Urban Award con Anci. Ha lanciato luxurybikehotels.com, portale che raggruppa hotel di lusso con servizi per cicloturisti, ed è editore di Viaggi di Gusto, vdgmagazine.it.
In tutto questo, possiede una sola bicicletta, stilosamente bianca: «Scegliere la bicicletta» dice «fa bene a noi e all’ambiente. Ho provato su me stessa il beneficio fisico, di modellamento del corpo, e quello psichico: pedalare mi consente di fare ordine nei pensieri, come se le idee si mettessero in fila sulle ruote, e mi dà un diverso ritmo della vita, mi mostra quanto è importante prendersi del tempo».
Donna dal sorriso contagioso, è una grande sostenitrice della pace sociale tra ciclisti, pedoni e automobilisti: «Tutti siamo tutto, ci muoviamo tutti in forme diverse, quando siamo l’uno è importante ricordarsi di quando siamo l’altro, questo innesca il rispetto reciproco».
Con tutti i sensi
La bicicletta, racconta nel suo libro che è di piacevolissima lettura ed è ricco di cenni storici, curiosità, perfino gossip su due ruote, è felicità perché fa sentire liberi, aiuta a socializzare, impedisce la consultazione compulsiva di tablet, cellulari e device di ogni ordine e grado. «Fare cicloturismo significa viaggiare con tutti i sensi, e la scoperta per me più straordinaria è stato l’olfatto, sentire i profumi è qualcosa di fantastico».
Nel suo libro ci sono saggi consigli per l’acquisto e la manutenzione della bici, itinerari possibili, una classifica delle città più amiche dei ciclisti: «A Milano la uso molto, a Roma è impossibile».
Il cicloturismo, assicura, anche per l’Italia è una miniera d’oro, e il numero di chi lo sceglie è in aumento: dai 25 ai 65 anni, e grazie anche alla pedalata assistita, ormai è un piacere alla portata di tutti.
Oggi alle 18, alla libreria Ibs+Libraccio di via Altinate a Padova, il libro sarà presentato con Sabrina Talarico, Vera Slepoj e Paolo Venturini. —
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