Tram di Padova, primo scontro tra Micalizzi e Marcato: cantieri e ristori ai commercianti già tema elettorale
In commissione regionale il dem Micalizzi e il leghista Marcato si fronteggiano sull'impatto dei cantieri del tram sul commercio padovano. Il Comune ha stanziato 1,7 milioni, ma le associazioni chiedono più risorse

Il tram si conferma, sin d’ora, uno dei temi centrali della prossima campagna elettorale. L’atmosfera è quella di una primavera 2027 anticipata, con quelli che appaiono oggi come i principali contendenti per Palazzo Moroni protagonisti di un primo confronto proprio sull’infrastruttura destinata a ridisegnare la mobilità padovana. Da una parte il dem Andrea Micalizzi, con toni combattivi. Dall’altra il leghista Roberto Marcato, che mantiene un profilo più istituzionale ma non rinuncia a lanciare segnali.
Il dibattito si è acceso in occasione della terza commissione del consiglio regionale, presieduta dallo stesso Marcato, dedicata agli effetti economici dei cantieri del tram sul tessuto commerciale. Presenti i rappresentanti di Appe, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Confapi, Acc e dell’associazione No rotaie.
«Un incontro necessario per comprendere la reale situazione delle attività», osserva Marcato, «le associazioni hanno chiesto interventi analoghi a quelli previsti nei bandi per i distretti del commercio, con risorse specifiche legate a chi è coinvolto dai cantieri: ci faremo portavoce di queste esigenze». Ma il “bulldog” non nasconde le preoccupazioni: «Sono preoccupato per l’impatto negativo che i cantieri hanno avuto finora. È necessario capire quale sarà il reale ritorno positivo per le attività».
E aggiunge: «In una visione organica della città non possiamo limitarci all’impatto ambientale: bisogna valutare anche i benefici sociali, turistici ed economici». Non solo, il leghista evidenzia il nodo dei costi di gestione del nuovo sistema: «Non vorrei che si dovesse scegliere tra gestire il tram ed erogare servizi». Toni più duri da Eleonora Mosco: «I cantieri stanno mettendo in ginocchio intere zone della città», tuona la consigliera regionale e capogruppo del Carroccio in Comune, «dall’audizione è emerso un quadro allarmante: calo dei clienti, incassi in picchiata, difficoltà di accesso e proteste continue».
Mosco punta il dito contro le misure adottate: «Gli aiuti messi in campo dal Comune sono insufficienti, servono subito interventi concreti altrimenti il rischio è distruggere il tessuto commerciale prima ancora di vedere i benefici dell’opera». Di segno opposto la posizione di Micalizzi: «Ancora una volta una parte del centrodestra rema contro il tram, sollevando problemi senza proporre soluzioni». L’ex vicesindaco e attuale vicepresidente del consiglio regionale sottolinea una contraddizione: «La stessa maggioranza che oggi ascolta i commercianti ha bocciato poche settimane fa il mio emendamento in Bilancio per istituire un fondo regionale di sostegno alle attività colpite».
Micalizzi ricorda inoltre che «il Comune di Padova ha già stanziato 1,7 milioni di ristori» e rilancia: «La Regione potrebbe fare altrettanto». Poi chiude: «Le categorie hanno ribadito che il tram è un investimento importante. Qualcuno ha descritto una città ferma e in difficoltà, mentre Padova è viva e investe sul cambiamento».
Per le associazioni, Liliana Gori (No tram) avverte: «Non si può parlare di sviluppo se il costo viene scaricato interamente su commercianti e cittadini». E Giovanni Manta (Confapi): «Il tram è un’opportunità», sostiene, «ma abbiamo sottolineato anche il tema del Grap, importante per la competitività delle aziende».
Intanto, sul piano politico, i movimenti si intensificano. Marcato rafforza la sua presenza sul territorio e moltiplica gli incontri con diversi attori locali. Micalizzi, dal canto suo, presidia ogni appuntamento. Ma nel centrosinistra è in ballo anche Antonio Bressa. La partita è lunga, i motori già caldi.
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