Zaia: "Sulla cardiochirurgia un'inutile guerra tra poveri"
L'opinione del governatore leghista: "La partita mi sembra definita, visto che parte da direttive ministeriali. Lo spazio per il ragionamento, però, non manca"

Luca Zaia
PADOVA. ''Il caso del trasferimento della scuola di cardiochirurgia da Padova a Verona ha aperto gli occhi su una questione cruciale, in cui la Regione cerca di mettersi al servizio per dare una mano, evitando una guerra tra poveri''. Il presidente del Veneto, Luca Zaia, è tornato così sulla questione della decisione presa dal ministro Gelmini. ''La partita - ha detto - mi sembra abbastanza definita, visto che parte da direttive che recepiscono parametri ministeriali. Lo spazio per il ragionamento, però, non manca. Padova, con Bologna una delle più vecchie università al mondo, è un'eccellenza, così come il polo di Verona: le battaglie non servono ai pazienti, anche perché diamo un'immagine di disfacimento, a cui spero di trovare una soluzione''.
Zaia, comunque, ha chiesto di non montare un caso, nemmeno riguardo alla richiesta di incontro che il rettore Zaccaria avrebbe avanzato chiedendo ulteriori due contratti per specializzandi. ''Sono sempre disponibile a un incontro, anche se, pur sempre nell'ottica delle disponibilità finanziarie, eviterei di istituzionalizzare una questione che è di interesse di tutti. Rassicuro: me ne arrangio io, facendo quel che è possibile, ma evitando di passare le giornate a fare riunioni. Del resto, siamo i primi a sostenere il progetto di Univeneto, ritenendolo strategico e credendoci fino in fondo''.
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