Comune sotto accusa al dibattito sulle lucciole

PRESIDENTE. Luisella Rettore
Sala strapiena, venerdì sera, in via Curzola per l'assemblea sulle prostitute organizzata dal Consiglio di Quartiere. Hanno preso la parola Luisella Rettore e Valeria Chinaglia del Cdq Nord, l'assessore comunale Fabio Verlato, quello provinciale Enrico Pavanetto ed alcuni esponenti dei movimenti e delle associazioni.
Tutte realtà che da anni ormai seguono il fenomeno della prostituzione a Padova. Tra il pubblico anche Graziano Belcaro, Orazio Marcon, presidente del comitato «Arcella, un quartiere, una città» ed Antonio Huaroto, del movimento «Vivere Bene a San Bellino». Nelle prime file anche tante donne residenti in via Avanzo e nelle viuzze limitrofe stanche di dover convivere da decenni con le lucciole, quasi tutte giovanissime, che fanno sesso sotto le finestre delle loro abitazioni, quasi ogni notte sino alle quattro. Numerosi gli intervenuti, tra cui quello dell'assessore provinciale Pavanetto, che hanno accusato il Comune di non fare assolutamente niente per debellare il mestiere più antico del mondo. Immediata la risposta d'ufficio da parte di Fabio Verlato, di professione medico, che ha sottolineato l'impegno costante del Comune per allontanare dall'Arcella le prostitute ed ha ricordato che in pochi mesi sono stati multati 70 automobilisti clienti con una sanzione di 500 euro a testa. Alcuni hanno proposto di spostarle tutte in zona industriale, mentre altri non hanno fatto a meno di ricordare i vecchi bordelli di Stato, fatti chiudere negli anni '50 dalla senatrice socialista padovana, Lina Merlin. «I rattoppi non servono a niente - ha detto Orazio Marcon -. Per mettere sotto controllo le prostitute è necessario che i parlamentari facciano una nuova legge a livello nazionale. Altrimenti ci ritroveremo sempre con i soliti e scontati "bla bla" dei politici, che servono solo a conservare e rendere eterna la loro casta». (f.pad.)
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