Circondato un palazzo per catturare il capo della «baby gang» della Guizza

GUIZZA. Pietro Denis Germanà Nucifora, 22 anni, riconosciuto come il capo della baby gang della Guizza, è stato arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo di Padova: i militari per acciuffarlo hanno dovuto circondare il palazzo in cui abita, ad Albignasego in via Petrarca. Il giovane, di origini siciliane, è stato colpito da due ordini di esecuzione di pena emessi dalla procura dei minori per i quali deve scontare la pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione per i reati di furto, rapina e resistenza a pubblico ufficiale. Per un lungo periodo era anche sparito dalla città, rifugiandosi dai parenti a Catania. Ma l’altro ieri è tornato a casa, nell’appartamento dei genitori al confine tra Albignasego e la Guizza. Appena i carabinieri del nucleo investigativo sono stati informati del fatto, hanno circondato il palazzone, riuscendo a entrare a fatica per via del padre che ha tentato di bloccare la porta d’ingresso. Il ventiduenne poi ha provato a buttarsi fuori dalla finestra per fuggire ancora una volta ma è stato acciuffato dal tenente colonnello Francesco Rastelli.
Pietro Denis Germanà Nucifora si è reso responsabile in questi ultimi anni di una lunga serie di episodi di violenza in città. Nel 2008, in Prato della Valle, durante la semifinale dei mondiali, una volante della polizia è stata bloccata dalla folla e alcuni ragazzi ne hanno approfittato per sfasciarla con i caschi: in quel gruppo c’era anche lui. Nel 2009, maggiorenne da pochi giorni, venne arrestato con l’accusa di rapina in concorso e lesioni dagli uomini della squadra mobile perché riconosciuto come uno degli esecutori del pestaggio avvenuto l’anno prima in galleria Garibaldi. E ancora una feroce aggressione tra Guizza e Bassanello ai danni di due fidanzati che se ne stavano tranquillamente fermi al semaforo. Ora deve farsi carico del conto presentato dalla giustizia.
Nucifora è stato arrestato nell’ambito di un servizio coordinato dei carabinieri della Legione Veneto. I militari della Compagnia di Padova hanno denunciato 9 persone in stato di libertà per inottemperanza all’ordine del questore di lasciare il territorio nazionale, per ingresso clandestino e per appropriazione indebita. In totale sono stati impiegati 32 uomini, affiancati da una squadra del nucleo anti sofisticazioni, a bordo di 16 autovetture. Nel corso dell’operazione sono stati controllati 18 locali pubblici, 71 veicoli e 143 persone. Gli uomini del nucleo investigativo del comando provinciale invece hanno arrestato Mohamed Ali Araguib, tunisino, 40 anni, il quale deve scontare un anno di carcere per reati inerenti alla falsificazione di banconote. In manette anche Daniele Mabilia, di Trebaseleghe, 53 anni, condannato a 5 anni per violenza sessuale.
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