Emergenza truffe agli anziani: altri due raggirati all’Arcella

Doppio colpo messo a segno nello stesso edificio in via Pietro Liberi: spariti soldi per oltre 3.500 euro. Anche stavolta i truffatori si sono finti vigili urbani. La questura: «Se avete dubbi chiamate 113 o 112»

PADOVA. Altre due anziane truffate in città. Ormai è emergenza conclamata. Dopo le altre due signore derubate mercoledì da una coppia di uomini in via Facciolati e in via Canestrini (in via Avellino alla Sacra Famiglia il terzo colpo non è andato a segno), ieri a mezzogiorno due anziane che abitano nello stesso palazzo in via Pietro Liberi sono state raggirate da un duo di uomini la cui tecnica fa pensare alle forze dell’ordine che sia la stessa banda che imperversa in città.

In via Canestrini i truffatori hanno finto di essere vigili urbani che dovevano spiegare l’avvio di una nuova raccolta differenziata dei rifiuti. In via Liberi, dietro la stazione e a due passi proprio dagli uffici distaccati della polizia municipale, una delle due signore truffate ha raccontato alla polizia che le due persone che si sono presentate alla sua porta le hanno detto di essere vigili urbani che avevano appena bloccato un ladro nel palazzo. Con questa scusa hanno chiesto alla donna, classe 1925, di poter controllare l’appartamento per verificare che il ladro non fosse entrato anche nella sua casa. La signora, che ha detto che entrambi gli uomini erano vestiti di blu e avevano una borsa rossa, li ha così fatti accomodare. Non solo, li ha accompagnati in giro per l’appartamento, salvo scoprire solo una volta che erano usciti che le erano spariti gioielli, i 1.500 euro che erano nascosti in un cassetto e altro 200 euro in contanti che erano in cucina.

La polizia ha scoperto, poco dopo che era stata truffata anche la vicina di casa, che abita al secondo piano dello stesso palazzo. La signora, 76 anni, ha fatto entrare in casa due uomini che le hanno raccontato che erano tecnici dell’Aps e che dovevano misurare la casa per calcolare la nuova tassa per i rifiuti urbani. Con questa scusa i due si sono messi in tasca 1.500 euro in contanti e qualche gioiello. Della faccenda si sono interessati sia i carabinieri, che hanno fatto il primo intervento sul posto mezz’ora dopo i duplice colpo, sia la polizia, dato che entrambe le signore che si conoscono hanno denunciato la truffa in questura.

E a proposito di questura, dagli uffici di piazzetta Palatucci parte un nuovo appello agli anziani. «Se le persone hanno dubbi quando si presenta qualcuno alla loro porta», spiega la polizia «chiamino tranquillamente il 113 o anche il 112 dei carabinieri prima di aprire. In questo modo c’è la possibilità di verificare chi ha suonato e, anche, di intervenire se si tratta di truffatori. Sul sito della questura di Padova, poi è possibile trovare un vademecum con le regole d’oro per evitare di essere truffati. In quello della polizia di Stato, invece ci sono filmati e tutte le tipologie di truffe agli anziani messe in atto in questi mesi in tutta Italia».

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