Omicidio Moressa udienza decisiva il prossimo 20 luglio

La Procura ha chiesto di archiviare il caso come insoluto La famiglia si è opposta per la seconda volta
Di Cristina Genesin
RECUPERO SALMA E VARIE OMICIDIO MORESSA PIOVE MALAGOLI
RECUPERO SALMA E VARIE OMICIDIO MORESSA PIOVE MALAGOLI

PIOVE DI SACCO. L’omicidio di Angelo Moressa torna in un’aula di giustizia. E potrebbe essere per l’ultima volta anche se i familiari - in particolare i figli - stanno lottando da anni per dare un volto e un nome all’assassino del padre. Il pubblico ministero padovano Maria D’Arpa ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale a carico dei due indagati per il reato di omicidio volontario, l’industriale del mobile Severino Rampazzo e il trentaduenne Leopoldo Mantoan, sospettati rispettivamente di essere il mandante e l’esecutore materiale del delitto. Sospettati, appunto, niente di più. Nonostante accertamenti, verifiche, intercettazioni, nulla di concreto sarebbe emerso nei confronti dei due:nessuna prova e nessun elemento indiziario “forte” da poter reggere una contestazione da parte della Procura. Tuttavia la famiglia Moressa non si rassegna. E ha impugnato la richiesta di archiviazione: il prossimo 20 luglio è fissata un’udienza davanti al gip Paola Cameran, chiamata a pronunciarsi sull’istanza del pm, valutate la motivazione dei familiari della vittima e la posizione difensiva degli indagati, assistiti dall’avvocato Riccardo Benvegnù.

È il pomeriggio del 9 ottobre 2005 quando Angelo Moressa, 64 anni, apre la porta del suo ufficio all’assassino. Ex imbianchino, poi mediatore e immobiliarista, l’uomo ha un appuntamento con l’aggressore nella sede della sua società, la Edilmor, a Piove in via Cavour. Nonostante la giornata festiva (è domenica), intorno alle 16.30 Moressa saluta moglie e figli e dice di doversi recare in centro per un incontro di lavoro. I familiari non lo vedranno più vivo. Lo sconosciuto, accolto in ufficio, probabilmente ha confidenza con Moressa che resta seduto parlando con “l’ospite”. Poi quest’ultimo lo avvicina di spalle, vibrando di sorpresa il primo colpo alla parte posteriore del collo. Quindi continua, sferrando quattro fendenti profondi(uno di questi lesiona il midollo spinale) e ben nove coltellate più lievi. Moressa cade agonizzante sul pavimento, intanto il carnefice arraffa alcuni documenti sul tavolo della vittima.

Solo alle 21,30 sarà dato l’allarme dalla figlia, corsa in ufficio preoccupata perché papà non ha fatto ritorno a casa.

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