Sfida tra studenti a teatro per i vent’anni dello Stabile / FOTO

Il Verdi ha ospitato la finalissima: campo di prova, Giulietta e Romeo alla scena del balcone. Il foyer e il palcoscenico gremito di giovanissimi, una serata speciale
SANDRI - SPETTACOLO AL VERDI
SANDRI - SPETTACOLO AL VERDI

PADOVA. Il foyer pieno di giovani, l’immagine di sabato sera del Teatro Verdi di Padova, a chiusura della finale di “Sfida a Colpi di teatro” con le scuole superiori protagoniste in questi giorni della manifestazione organizzata per festeggiare i ventt’anni dalla nascita del Teatro Stabile del Veneto. «Questa l’impronta che volevo dare» dice Alessandro Gassman, direttore del Teatro Stabile e in giuria «quella di un teatro restituito ai giovani».

Una gara un po’ spettacolarizzata in cui la giuria è in scena e commenta alla fine dei pezzi le performance, in una sorta di X factor dedicato al teatro. Sul palco, finalmente uniti, i due presentatori, Andrea Pennacchi che si era occupato delle semifinale al Verdi, Manuela Massimi, della semifinale al Goldoni, e anche divisi dai simpatici diverbi inscenati per aizzare sani campanilismi fra il pubblico padovano e quello veneziano.

I brani a scelta presentati dalle sei scuole finaliste colpiscono poiché spesso legati al sociale, perché richiamano un teatro di ricerca, perché i ragazzi li affrontano in maniera sfrontata e cercano di divertire il pubblico. Alla fine della prima parte, nel ripensare all’insieme delle rappresentazioni, Gassman ritrova una generazione più profonda, che vive in un mondo meno divertente, che usa il teatro come mezzo d’espressione anche se non proviene da formazioni specifiche come i licei d’arte.

Umberto Orsini, altro giurato, si complimenta per il fermento presente nel territorio veneto e un po’ lo invidia a Gassman, che del resto ricorda come si sia manifestato, anche con il Premio Off, cui hanno partecipato 90 compagnie teatrali venete.

La competizione entra nel vivo con la scena del balcone di Romeo e Giulietta riletta dai finalisti in maniera originale: l’Artistico di Venezia inscena “Bepi e Lucia”, con una Giulietta decisamente ruspante, che lascia il segno nella giurata Veronica Pivetti, il liceo classico “Concetto Marchesi” di Padova, con “Amor che nulla ha amato”, ha una Giulietta malata di Alzheimer che faticosamente ricorda il primo incontro con Rome; lo scientifico “Benedetti” di Venezia con “Amore Diviso”.

Per un Gassman colpito da «un’Italia di tanti colori – i ragazzi delle scuole sono di tutte le etnie - saremo bellissimi e sempre più forti a calcio», un Orsini stupito da come non sia stata scelta da nessuna scuola una lettura in chiave sensuale della scena. Mentre Alberto Terrani, direttore dell'Accademia Palcoscenico dello Stabile, in giuria, riporta al lavoro fatto da questi giovani, che hanno trovato soluzioni sceniche interessanti, dedicandosi al teatro, passando il tempo in chiave costruttiva, inizia il II° girone.

Il liceo artistico “Michele Fanoli” di Cittadella con un gruppo che ha fin da subito colpito giuria e pubblico, per affiatamento, energia, ritmo in scena, “Elena Cornaro”, istituto alberghiero di Jesolo, con un padre intollerante di Romeo, e una Giulietta nera che emoziona, e il liceo scientifico “Galileo Galilei” di Selvazzano, che con tre variazioni musicali porta in scena tre diversi Giulietta e Romeo, più ruoli per la stessa persona con cui misurarsi. Le idee hanno trionfato ed insieme a loro, nel testa a testa fra “Benedetti”, vincitori del primo girone, e “Cornaro”, vincitori del II°, per 38 a 31 trionfa l’aver suscitato un’emozione naif.

Vince l’Alberghiero di Jesolo, il “Cornaro” e la sua Giulietta nera.

Vent’anni dunque per il Teatro Stabile, che unisce Goldoni, Verdi e Olimpico in un movimento e fermento territoriale in cui il teatro torna a essere piazza di ritrovo per parlare di quello che si è, che si vive, che si sente e viene scelto dai giovani per parlare al mondo.

Con quel foyer pieno di ragazzi, che rimane l’immagine più bella della serata: il futuro del teatro, sulla scena e in platea, sono loro e questo investimento non andrà sicuramente perduto.

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