Zaia: «Non vado a Roma a discutere con il governo»

VENEZIA. Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, non andrà a Roma per la riunione fra governo ed enti locali sulla spending review. A spiegare il perchè è lui stesso, a Radio Rai: da un lato Zaia ha detto che non sarà presente «perchè fedele alla religione della revisione della spesa», ma dall’altro è anche passato all’attacco sottolineando come non ci sia la volontà di gettare «i soldi del biglietto aereo e del pernottamento a Roma perchè piuttosto di andare lì e sentirsi dare delle comunicazioni preferisco attendere e leggere i giornali domani».
«Diciamo che la mia regione che di fatto è la più virtuosa d’ Italia per quanto riguarda la spesa sanitaria, secondo dati nazionali, avrà tagli come se fossimo i più spreconi d’Italia. A me non sembra che questo sia il criterio. La verità è che in questo paese abbiamo delle regioni che spendono e sprecano e nessuno ha il coraggio di metterci le mani», ha rincarato poi il presidente del Veneto, ricordando fra l’altro che in regione non c’è nemmeno l’applicazione dell’addizionale Irpef, rispondendo a una domanda sulla fine dell’autonomia delle regioni. Sulla sanità, poi, Zaia ha aggiunto che «il Veneto ha un’ospedalizzazione di 7 giorni in media, mentre ci sono regioni in Italia in cui il cittadino da quando entra in ospedale ci rimane 30 giorni. Noi non sappiamo più dove andare a tagliare. Stiamo già pagando un ticket, tra l’altro neanche imposto dal governo Monti ma dal governo Berlusconi, che ci impone di andare ad incassare 100 milioni di euro dai cittadini veneti perchè qualcuno in giro per l’Italia ha troppi esenti ticket e non riesce ad incassare».
Zaia ha concluso sottolineando che: «Noi abbiamo già tutti i costi standard della sanità perchè rappresenta comunque oltre il 50% della nostra spesa pubblica per cui sappiamo perfettamente quanto costa una siringa. La verità è che c’è qualcuno che la paga sei volte di più e pantalone continua a pagargliele».
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