Messa al Santo poi il gran finale in Prato

In Basilica la “messa delle genti” animata da musica e cori tipici Nel pomeriggio, chiusura del festival con l’ultima esibizione dei 163 gruppi
ZANETTI - SFILATA EUROPEADE
ZANETTI - SFILATA EUROPEADE

PADOVA. Ormai i padovani ci si erano quasi abituati. Uno scozzese in kilt di fronte al Pam, un gruppo altoatesino che canta e balla in piazza a Voltabarozzo, danze celtiche sul listòn. Eppure la città, dopo cinque giorni di festa, dovrà dire addio (o forse arrivederci) al festival del folklore europeo. Padova però vuole salutare con il botto i 4.500 artisti che hanno reso viva l'edizione numero 49 del festival del folk.

Aprendo le porte della basilica del Santo per una messa delle genti che animata con musica e cori da parte degli stessi artisti folk. I 163 gruppi assistono alla celebrazione ciascuno con il proprio abito tradizionale: le navate del Santo sono inondate di colori di ogni parte d'Europa e di persone che parlano lingue diverse, accomunate dal desiderio di non dimenticare la loro tradizione popolare.

La messa per loro però non rappresenta l'inizio della giornata, bensì una pausa dalle prove degli spettacoli in scena al pomeriggio. La manifestazione conclusiva è in scena alle 17 in Prato, una sorta di maratona del folk. Si esibiscono infatti ciascuno dei 163 gruppi che hanno preso parte al festival. E dopo i saluti istituzionali alle delegazioni da parte della Giunta Zanonato, che si sono tenuti al centro culturale San Gaetano, è la volta della città: Padova saluta tutti coloro che per cinque giorni l'hanno fatta sentire capitale d'Europa, facendole vestire i panni di un centro nodale in grado di creare integrazione a partire dalla diversità di culture. 

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